Politica Italia

Maria Elena Boschi-Chiara Appendino, scontro Pd-M5s su 61 milioni VIDEO

Maria Elena Boschi-Chiara Appendino, scontro Pd-M5s su 61 milioni VIDEO

Maria Elena Boschi-Chiara Appendino, scontro Pd-M5s su 61 milioni

ROMA – Lite a distanza tra Maria Elena Boschi e Chiara Appendino. Motivo del contendere, i 61 milioni di euro del Fondo perequativo Imu-Ici istituito per fare da cassa di compensazione per i mancati versamenti dello Stato con il passaggio dall’Ici all’Imu e poi ancora alla Tasi, durante i governi Monti e Letta, e che la sindaca di Torino del Movimento 5 stelle vorrebbe. Netta la replica della sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, che dagli studi di Sky, intervistata da Maria Latella, dice: “La sindaca sa che il governo ha un confronto con il comune e che i 61 milioni non sono dovuti”. “Dovuti, invece, secondo due sentenze, una del Tar e l’altra del Consiglio di Stato”, ribatte Appendino, annunciando un nuovo ricorso di ottemperanza alla giustizia amministrativa.

Numerosi gli enti cittadini, soprattutto quelli culturali, che si schierano con la sindaca, auspicando “risposte positive” dal governo. Poi la Boschi precisa: “Sostenere che Torino sia stata penalizzata non corrisponde alla verità. Le regole valgono per tutti”.

La querelle politica diventa nuovo terreno di scontro tra Pd e Movimento 5 Stelle, con Boschi che sostiene che Renzi sia l’unica “persona in grado di portare avanti un progetto di riforme vere e di cambiamento del paese e, nel Pd, l’unico forte in grado di battere l’M5S, Salvini e il centrodestra perché arriva ai cittadini”.

“Il Governo dovrebbe avere con le amministrazioni locali un rapporto istituzionale e non legato all’appartenenza politica, cosa che dalle dichiarazioni di Boschi mi sembra che non avvenga per Torino”, ribatte la sindaca, in questi giorni alle prese con un bilancio difficile, con entrate inferiori di 90 milioni e un saldo negativo di Tesoreria pari a meno 273 milioni di euro.

Eredità, sostiene l’attuale giunta 5Stelle, dell’amministrazione di Piero Fassino, che quei ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato sul fondo perequativo Ici-Imu ha avviato quando era ancora sindaco. E che oggi definisce un “diritto” di Torino veder restituite somme indebitamente trattenute dallo Stato. “Ma non avendo quelle sentenze definito l’ammontare – puntualizza – la modalità di restituzione non potrà che derivare da un confronto tra l’amministrazione comunale e il Governo, così come già avvenuto per altre città, tra cui Lecce”.

Il contenzioso dei Comuni con il Governo su Ici-Imu, secondo alcune stime, vale circa 600 milioni di euro. E non riguarda dunque solo Torino, i cui uffici nei giorni scorsi hanno avuto più di un incontro con quelli di Palazzo Chigi sul tema. “Come sono state trovate soluzioni transattive per altri comuni come Lecce, tramite l’inserimento di un emendamento specifico nella finanziaria, ci saremmo aspettati lo stesso trattamento per Torino”, sottolinea la sindaca Appendino. “Non ci sono città di serie A e città di serie B, le procedure sono state rispettate per tutti”. Un confronto, quello tra Boschi e Appendino, destinato a proseguire nei prossimi giorni.

 

To Top