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Maria Elena Boschi, Camera vota no alla sfiducia

Maria Elena Boschi: "Noi non siamo i Berlusconi di Arezzo"

Maria Elena Boschi: “Noi non siamo i Berlusconi di Arezzo”

ROMA – La Camera ha votato no alla sfiducia per il ministro Maria Elena Boschi. Con 373 no è stata dunque respinta la mozione di sfiducia. “Noi non siamo i Berlusconi di Arezzo”. Aveva detto il ministro per le Riforme in aula per intervenire dopo la sfiducia individuale presentata dal Movimento 5 Stelle dopo il caso di Banca Etruria.

“Se fosse coinvolta la mia famiglia io mi dimetterei. Se mio padre ha sbagliato deve pagare, ma se ha sbagliato non può essere giudicato da un tribunale dei talk show. In tutta onestà vorrei chiedere a quest’aula dov’è il favoritismo nell’aver fatto perdere a mio padre l’incarico come a tutti gli altri membri del cda? Vorrei chiedere in tutta onestà: dov’è il favoritismo nell’essere stato mio padre sanzionato dalla Banca d’Italia? Lasciate dire con il cuore. Io amo mio padre e non mi vergogno a dirlo. Mio padre è una persona perbene e sono fiera di lui. E sono fiera di essere la prima della famiglia ad essersi laureata. E sono fiera anche di far parte di un governo in cui chi sbaglia deve pagare”.

“Si cerca con malizia di sostenere che il decreto del governo abbia favorito me e la mia famiglia. Né io, né la mia famiglia – spiega in Aula il ministro – abbiamo acquistato o venduto azioni da quando io sono stata al governo, nessun plusvalore può essere stato realizzato. Ma siccome non voglio che ci siano dubbi in questa Aula, proviamo ad immaginare che ci siano state azioni”.

“Prima del decreto il valore era sceso causando una minusvalenza – spiega ancora Boschi – A seguito del decreto c’è stato un rialzo titoli che ha ridotto di 369 euro la minusvalenza. Ammesso che avessi venduto azioni, ma non lo ho fatto, il grande conflitto di interesse di cui stiamo parlando al paese sono 369 euro. Analogo ragionamento vale per il pacchetto azionario della mia famiglia: ci sarebbe stato un conflitto di interessi per 2300 euro”.

“Sono orgogliosa di far parte di un governo che esprime un concetto molto semplice: chi sbaglia deve pagare, chiunque sia, senza differenze e favoritismi. Se mio padre ha sbagliato deve pagare. Non c’è spazio per doppie misure e favoritismi”, ha proseguito la Boschi. “Mio padre accettò nel 2014 l’incarico nella banca Etruria e con un decreto del febbraio 2015 gli è stato tolto l’incarico, dov’è il favoritismo nell’aver fatto perdere l’incarico a mio padre?”. La Boschi ha chiesto all’Aula di ascoltare il suo intervento senza pregiudizi sottolineando di essere fiera di suo padre e della sua famiglia. E che in caso di accertate azioni personali che effettivamente avrebbero potuto favorire il padre sarebbe stata lei stessa a dimettersi.

“Rigore negli argomenti, esposizione e ricostruzione oggettive dei fatti, risposta efficace e documentata a una sgangherata mozione di sfiducia basata su un inesistente conflitto d’interessi. Un discorso eccellente”. Con queste parole il presidente del Gruppo Pd al Senato, Luigi Zanda, commenta l’intervento del Ministro Boschi alla Camera dei deputati.

La diretta di Repubblica dalla Camera:

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