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Mariano Rabino (Scelta Civica): “Non rinuncio al vitalizio, mica lavoriamo nei campi”

Mariano Rabino (Scelta Civica): "Non rinuncio al vitalizio, mica lavoriamo nei campi"

Mariano Rabino (Scelta Civica): “Non rinuncio al vitalizio, mica lavoriamo nei campi”

ROMA – “Non rinuncio al vitalizio, che si chiama trattamento di pensione. E’ ancorato ai contributi versati. Non mi vergogno, è a garanzia della libertà dei politici altrimenti la fanno solo i ricchi”. Queste le parole di Mariano Rabino, capogruppo di Scelta Civica, a La Zanzara su Radio 24, uno dei tanti deputati per cui il 15 settembre scatterà la pensione dopo quattro anni, sei mesi e un giorno di legislatura.

“Dopo una legislatura – dice Rabino – prenderò 900 euro. Non è un privilegio. Io ho rinunciato alla mia attività professionale. E’ a garanzia della mia autonomia e della mia libertà”. Ma qualsiasi altro cittadino se lavora quattro anni non prende nessuna pensione: “Non si può fare il paragone, il ruolo del parlamentare è diverso. Non è la stessa cosa. E’ come paragonare un laureato e un operaio o uno che lavora nei campi”.

“Prima di fare il deputato guadagnavo meno, 2500 euro – dice ancora Rabino – dopo ho fatto un salto, ma la mia vita è cambiata, anche in peggio. Lavoro molto di più, mille volte di più, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno. Uno lavora sempre, anche quando non è in parlamento. Ho il settanta per cento delle presenze”. “Secondo me – aggiunge Rabino – i parlamentari devono essere pagati di più e puniti severamente se rubano. Assolutamente non è un privilegio. E’ giusto incassare una pensione dopo l’attività parlamentare. Sono altri che devono essere cancellati, i grillini, gli antipolitici. Sono l’anticamera della dittatura. C’è un pericolo di dittatura con Grillo al governo”.

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