Marini: “Partito democratico ridotto a un gratta e vinci. Tutti pensano di fare il loro comodo”

«Il problema non è Grillo, che è un comico serio. Il suo è uno sberleffo, ci dà una scrollata. Il problema vero è l’immagine rovinata del partito che mette in palio al gratta e vinci la carica di segretario». Franco Marini, ex presidente del Senato ed esponente del Pd, boccia la candidatura di Beppe Grillo alla segreteria del partito e dice: «Grillo per il Pd è un avversario politico, perciò quale partito gli potrebbe dire di entrare? Mi auguro si fermi, allora gli manderò un biglietto per ringraziarlo».

Intervistato da Repubblica, Marini osserva che «la cosa surreale è che personaggi improbabili, senza preparazione né attitudine, pensino seriamente di poter fare il segretario del partito». Così, aggiunge, «si svilisce il senso di una responsabilità importante e grave quale è quella di
segretario». Marini, poi, critica il meccanismo delle primarie per eleggere il segretario del Pd: «È come dire che l’amministratore di un condominio viene deciso da chi abita nel palazzo accanto».

E chiede al partito di «rifare da cima a fondo lo statuto, perché quelle regole uccidono qualsiasi forza politica». L’ex presidente di palazzo Madama ribadisce di appoggiare Franceschini, perché «ha bloccato lo smottamento del Pd».

14 luglio 2009 | 09:59   Letto 473 volte   


Wikio
  • Print
  • Facebook
  • Twitter
  • email
  • PDF
  • Google Bookmarks
  • Technorati
  • Digg
  • del.icio.us
  • MySpace
  • Netvibes
  • StumbleUpon

PER SAPERNE DI PIU'

Leggere anche...

Puoi lasciare un commento, o effettuare il trackback dal tuo sito.

2 commenti a “Marini: “Partito democratico ridotto a un gratta e vinci. Tutti pensano di fare il loro comodo””

Scrivi un commento

Tutte le sezioni di Blitz notizia per notizia

blitz blog

Volgare dal cuore tenero, l'italiano del dito medio alzato alla Berlusconi, si sdilinquisce al telefono con l'adorata figlia

L’effetto perverso dei telefilm americani sulla già poca cultura diffusa italiana trova il suo monumento nel dito medio puntato al cielo che ha trovato sacerdoti devoti non solo in giovani gentildonne come Vittoria Brambilla o in non proprio gentiluomini stagionati come Umberto Bossi, ma anche in perfezionisti dell’apparenza e della apparente buona educazione come nientemeno che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Gli autori televisivi italiani sanno invece che il nostro pubblico non gradirebbe volgarità eccessive, a parte l’occasionale parolaccia che ormai è uso comune anche delle mamme ben nate. Il genere preferito dagli italiani sono le commedie un po’ melense, tipo “Medico in famiglia” o “Commesse”, in cui comunque alla fine il bene trionfa pur dopo un lungo percorso di lacrime, tradimenti, morti e occasionali momenti di felicità. Fanno apparire Cuore di Edmondo De Amicis un romanzo hard boiled come quelli di Mickey Spillane. Il risultato di questo stil novo è un linguaggio melenso che ormai si è diffuso tra giovani amici, amanti, genitori e figli. Su un treno in viaggio nella pianura padana un omone sulla cinquantina, vocione baritonale, bel profilo da marmo antico, accento del sud, parla a lungo a telefono di una complessa trattativa sindacale. Che sia un sindacalista lo si capisce dal linguaggio. Dice con orgoglio: “Ottima gestione unitaria” e si può pensare anche a uno del Pd o del Pdl, ma poi si addentra nei dettagli di piani di riqualificazione e di mobilità e capisci il mestiere. Il tono è fattuale ma duro, viaggia in prima classe quindi sembra su nella gerarchia. Poi chiama la moglie: fattuale e spiccio. Poi un profumo dolciastro di sciroppo di rose invade il vagone. Parla con la figlia: “Dolce adorata volevo sentire la tua voce, un pensiero per te, volevo proprio parlare con te”. A quel che si capisce la figlia non sembra gradire, probabilmente l’ha svegliata e lei gli dice perché non chiami la mamma? E lui risponde: “Con la mamma ho parlato ma è te che volevo sentire dolce tesoro” e via così. Chi è cresciuto in altri tempi, non più quelli mitici in cui i figli davano del voi ai genitori, ma quelli in cui i baci erano merce preziosa, resta un po’ disgustato. Per fortuna che i ragazzi hanno conservato un minimo di banale buon gusto e prendono queste effusioni come manifestazioni di pura senilità.

Le opinioni (» archivio)

Rettifica uguale per tutti

In questi giorni c’è molto fermento attorno a una norma della legge s[...]

di Marco Benedetto

Berlusconi e i probiviri

“Se ne vada, cosa vuole, si presenti ai probiviri, si vergogni..”, m[...]

di Giuseppe Giulietti

Veronesi non è un traditore

Sono un convinto antinucleare. Lo sono stato negli anni Ottanta, da ecol[...]

di Paolo Gentiloni

I più visti da youtube
AGI Ascolta Radio Blitz Segui Blitz su Twitter Dagospia
un pensiero al giorno

I bambini ci guardano, i bambini ci prendono a modello. Ma allora che gliela abbiamo comprata a fare la televisione?

Corrado Guzzanti

Blitz Local: scopri le notizie locali per ogni provincia Blitz: tutte le news di calcio LadyBlitz: tutte le news femminili Leggi i commenti degli utenti di Blitz

i più letti

AdLINK Internet Media

Per avere informazioni in merito alle pianificazioni pubblicitarie su Blitz Quotidiano, contattare:
Hi-media
Via Cosimo del Fante, 4
20122 Milano
Tel 02.855011.1
Contatti: italy@hi-media.com
Sito web: www.hi-media.com/it

Audiweb Certified