Blitz quotidiano
powered by aruba

Marò, Storace: “Liberateli o chiudo ristoranti indiani”

ROMA – Marò, Storace: “Liberateli o chiudo ristoranti indiani”. Francesco Storace, leader de La Destra era stato chiaro con le altre componenti del centrodestra: se entro sabato 5 marzo “non saranno indette le primarie per scegliere il candidato unitario, io corro da solo“. E così, dopo un mese di ascolto del territorio ha aperto la sua campagna elettorale partendo proprio “da quell’orgoglio italiano che Roma ha il dovere di riconquistare”.

Dal palco del teatro Quirino a Roma, pieno di sostenitori e appartenenti ai 112 comitati per Storace sindaco, ha declamato a gran voce parole figlie di quell’orgoglio:

Noi siamo la stessa Roma che si è emozionata per i caduti di Nassiriya, mentre altri inneggiavano all’oltraggio per quei caduti, noi siamo la terra che ha guardato attonita il sacrificio di Fabrizio Quattrocchi, italiani non romani, ma Roma ha il dovere di alzare la loro bandiera, soffriamo e coviamo rabbia noi Capitale d’Italia. Anche per Massimiliano e Salvatore ricattati dall’India: se diventerò sindaco di Roma convocherò in Campidoglio l’ambasciatore indiano e gli dirò che, se entro 10 giorni non tornano in Italia chiuderemo tutti i ristoranti e i negozi indiani a Roma: al ricatto si risponde con la fierezza e con la dignità”.

La sua sarà “una campagna elettorale di popolo” quello stesso popolo di destra che, ne è sicuro, “sceglierà, col voto disgiunto, il candidato più serio che c’è”. Un candidato che lancia un programma con tre obiettivi: “Roma invasa tornerà italiana, Roma impaurita tornerà sicura, Roma sporcata tornerà pulita”. Tra i punti salienti del programma la rivoluzione del sistema di Welfare, l’aumento dell’illuminazione pubblica per garantire sicurezza, un coordinamento tra le forze dell’ordine con squadre interforze in 100 punti caldi della città da creare d’accordo con il Prefetto, perché il territorio va controllato centimetro per centimetro.

“Il comandante dei vigili deve appartenere al Corpo e non venire da fuori – ha aggiunto Storace – e i vigili devono occuparsi della lotta all’abusivismo”; e poi, mutuo sociale, poteri regionali al Comune soprattutto sulla gestione degli ospedali. Si è tolto anche un sassolino dalla scarpa, Storace dicendosi “dispiaciuto per l’atteggiamento del centrodestra” nei suoi confronti; un centrodestra “che cerca i candidati negli scantinati degli album di famiglia della sinistra”. Ma questo per il leader de La Destra è già passato, ora la corsa è per il Campidoglio.