Blitz quotidiano
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Maroni si regala 195 consulenti, M5S lo stana

Maroni prova a regolarizzare 195 collaboratori dei gruppi consiliari con assunzione diretta in Regione prima che la riforma azzeri i contributi ai consiglieri

MILANO – Maroni beccato dai 5 Stelle. La Regione Lombardia, di cui è presidente il leghista Roberto Maroni, è in procinto di mettere a punto un’assunzione a tempo indeterminato per i 195 collaboratori che lavorano nei gruppi consiliari: questi collaboratori, secondo la riforma che azzererà i contributi destinati a ogni gruppo politici, rischiano di restare senza il posto. Attualmente hanno contratti a tempo determinato, scadono con lo scadere della legislatura. Ogni consigliere riceve per le spese di consulenza 57mila euro l’anno.

Di qui l’intenzione al Pirellone di regolarizzarli, una spesa di 4 milioni di euro per un’assunzione diretta come dipendenti della Regione. Di qui la denuncia grillina contro Maroni: si cerca di aggirare la riforma costituzionale, svuotandola di senso. Soprattutto, non si può assumere – dicono i 5 Stelle – così, alla chetichella, senza un concorso pubblico. Ma l’obiettivo dei grillini non è solo Maroni e il tentativo lombardo di sanare la questione: nel mirino c’è soprattutto Renzi e la sua “schiforma”, ci ragguaglia Andrea Senesi sul Corriere della Sera.

È inaccettabile procedere all’assunzione del personale politico in un ente pubblico senza prevedere concorsi pubblici», attacca il capogruppo grillino Stefano Buffagni: «È una proposta incostituzionale per sanare le “schiforme” dell’accentratore Renzi. Non è così che si cancella un passato fatto di sprechi e spese pazze e si difende l’immagine della Regione che noi vogliamo tutelare. Noi pensiamo che il personale dei gruppi sia fondamentale per gestire al meglio il mandato politico in un ente legislativo. Ma queste “furbate” per noi sono intollerabili. Perché il Pd non ha il coraggio di opporsi al suo leader-padrone che sta distruggendo sia la Costituzione più bella del mondo che gli enti territoriali e la Lombardia?». Conclusione: «Noi ci opporremo in tutti i modi alla riforma per difendere le nostre istituzioni, ma non a spese dei cittadini lombardi. (Andrea Senesi, Corriere della Sera).