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Mattarella: Sconsiderato criticare i vaccini. Bisogna fermare i guaritori

Mattarella consegna una Medaglia d'Oro "Al Merito della Sanit� Pubblica" alla memoria alla Dott.ssa Eleonora Cantamessa

Mattarella: “Vaccini, chi li critica è sconsiderato. Fermare i guaritori” Nella foto Ansa Mattarella consegna una Medaglia d’Oro “Al Merito della Sanita’ Pubblica” alla memoria alla Dott.ssa Eleonora Cantamessa

ROMA – Sergio Mattarella lo dice con l’eleganza e la misura che gli è solita. Ma il messaggio arriva comunque forte e chiaro: “Chi critica i vaccini è uno sconsiderato“. E ancora: basta affidarsi “a guaritori; o a tecniche di cui è dimostrata scientificamente l’inutilità”.

Parole, quelle del presidente della Repubblica, che arrivano durante la Giornata nazionale per la ricerca sul cancro. Ma sono proprio quelle sui vaccini le affermazioni più forti e significative di Mattarella:

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“Occorre contrastare con decisione gravi involuzioni, come accade, ad esempio, quando vengono messe in discussione, sulla base di sconsiderate affermazioni, prive di fondamento, vaccinazioni essenziali per estirpare malattie pericolose e per evitare il ritorno di altre, debellate negli anni passati”.

Il presidente della Repubblica, quindi, definisce le vaccinazioni “essenziali” e invita a non fidarsi di guaritori o di terapie che di scientificamente provato non hanno nulla. Presa di posizione estremamente significativa in una fase in cui, campagne di pseudo informazione soprattutto via web hanno contribuito a far calare pericolosamente il numero di italiani che ricorrono alle vaccinazioni. Da Mattarella anche un giudizio senza appello nei confronti di chi, per ignoranza o pregiudizio, rifiuta i consigli dei medici e abbraccia approcci terapeutici più o meno esotici e stravaganti:

“Lo stesso contrasto – ha Mattarella – va posto quando, con scelte causate soltanto da ignoranza, si negano a figli o altri familiari cure indispensabili. O ancora quando ci si affida a guaritori; o a tecniche di cui è dimostrata scientificamente l’inutilità. Sulla salute pubblica occorre essere rigorosi e usare fermezza quando la scelta tocca così direttamente la vita di un bambino, o di qualunque persona; e comporta conseguenze per la condizione di salute degli altri, dell’intera società”

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