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Matteo Renzi e l’inchiesta Consip: “Ho telefonato a papà Tiziano, si è messo a piangere”

Matteo Renzi e l'inchiesta Consip: "Ho telefonato a papà Tiziano, si è messo a piangere"

Matteo Renzi e l’inchiesta Consip: “Ho telefonato a papà Tiziano, si è messo a piangere” (foto Ansa)

ROMA – Matteo Renzi svela un retroscena della telefonata col padre Tiziano dopo gli ultimi sviluppi dellinchiesta Consip: “Ho appreso la notizia questo pomeriggio dall’agenzia, ho chiamato io mio padre e la reazione è immaginabile, si è messo a piangere. E’ pure sempre un uomo di 65 anni e questa vicenda è una cosa grossa che colpisce come accadrebbe a qualunque famiglia. Infatti sto andando a casa perchè voglio portare i miei figli a cena dal nonno”. Così Renzi a margine della registrazione di Porta a Porta, racconta il versante personale della notizia sull’indagine al capitano del Noe sulla vicenda Consip.

Il sottufficiale Gianpaolo Scarfato del Noe, il Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri, è indagato per falso perché, secondo l’accusa, avrebbe manipolato gli atti dell’inchiesta Consip. Secondo l’accusa Gianpaolo Scarfato avrebbe attribuito ad Alfredo Romeo la frase che provava l’avvenuto incontro fra l’imprenditore e il padre dell’ex presidente del Consiglio. Ma l’analisi dei nastri, secondo i pm, rivela che l’avrebbe pronunciata Italo Bocchino.

Convocato dai pm, Gianpaolo Scarfato si è avvalso della facoltà di non rispondere.

In particolare avrebbe attribuito a Alfredo Romeo – tuttora in carcere per corruzione di un funzionario della Consip – la frase: “Renzi, l’ultima volta che l’ho incontrato” riferita a Tiziano Renzi, padre dell’ex premier Matteo.

L’analisi dei nastri disposta dal procuratore Pignatone e dal sostituto Palazzi avrebbe rivelato in realtà che quella frase era stata pronunciata dall’ex parlamentare Italo Bocchino. Dal che si deduce che non vi sarebbero prove di un incontro fra Tiziano Renzi e Romeo al contrario di quanto sostenuto nell’informativa trasmessa ai pm.

Gli avvocati di Tiziano Renzi:

“Se ne va anche questo apparente indizio”, “ora aspettiamo fiduciosi l’archiviazione del procedimento”, “certo è che chiedere scusa forse non basterà”. Così l’avvocato Federico Bagattini, difensore di Tiziano Renzi. Da cittadino invece – aggiunge Bagattini – accolgo questa novità in modo inquietante” anche perché tra le accuse all’ufficiale del Noe “si aggiunge anche l’altra circostanza, anch’essa smentita, della presenza dei servizi segreti” quando il Noe faceva indagini.

Le parole di Matteo Renzi a Porta a Porta:

“È molto strano quello sta avvenendo ma ho totale fiducia nella magistratura. Non abbiamo nulla da nascondere. Sarebbe facile per me venire qui oggi e dire, essendo in corso un’indagine per falso, ‘avete visto…’, niente di tutto questo, chiedo come cittadino che tutti abbiano totale fiducia nella magistratura e lo dico oggi che è più facile di due mesi fa perché credo che la verità viene sempre a galla. Non credo nei complotti e nelle manovre, credo nella giustizia, bisogna aspettare le sentenze. Certo se le sentenze le fanno i giornali o i politici è problema per tutti. Dobbiamo aspettare i magistrati e se un carabiniere non risponde è un problema suo, io credo nell’Arma dei Carabinieri”.

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