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Matteo Renzi pronto a discutere sull’Italicum: “Pd farà proposte”

ROMA – Matteo Renzi ha annunciato che è pronto a rimettere in discussione l’Italicum e che il Pd farà proposte. L’annuncio è arrivato dalla Festa dell’Unità a Catania, dove il premier ha lanciato il suo attacco a Massimo D’Alema: “I leader del passato vogliono rubare il futuro”. Non è mancato nemmeno un affondo ironico sul Movimento 5 stelle e la figuraccia a Roma con Virginia Raggi, sottolineando come “Invece di fare tutto in streaming, si sono chiusi nelle loro stanze e se le stanno dando di santa ragione”.

Piera Matteucci su Repubblica scrive che non sono mancate le tensioni fuori dall’evento a Catania, dove alcuni manifestanti si sono riuniti proprio mentre il premier Renzi parlava. Un discorso, quello del premier, che non ha però convinto la minoranza del Pd:

“Allo stato delle cose il mio voto al referendum è no”, ha detto Roberto Speranza. “Se dovessero arrivare fatti concreti nelle prossime ore capaci di cambiare l’equilibrio riforma costituzionale-legge elettorale sarò ben contento di valutarle. Ma ad oggi questa è la mia posizione. Mi sarei aspettato qui a Catania maggiore coraggio e soprattutto un tentativo vero di abbassare i toni della polemica. Purtroppo così non è stato”. Anche Gianni Cuperlo si aspettava dal segretario un atteggiamento più deciso: “L’appello all’unità del partito senza volontà di ascolto reale, usando espressioni e toni verso un ex presidente del Consiglio che un capo del governo non dovrebbe permettersi, e senza cogliere la quota di vero che può trovarsi nelle ragioni dell’altro finisce nella retorica. E non è ciò che oggi ci serve di fronte ai rischi concreti di una rottura. Chi è al timone, chi ha quella enorme responsabilità, dovrebbe comprenderlo più degli altri e farsene carico”

Proteste e scontri. Ci sono stati momenti di tensione tra forze dell’ordine e manifestanti davanti a Villa Bellini dopo che Renzi aveva concluso il suo intervento. Il corteo ha tentato di forzare il blocco lanciando bottiglie e pietre. La polizia si è frapposta e sono nati dei tafferugli. Sono due, secondo quanto si apprende, i manifestanti fermati.

Referendum. Come era prevedeibile, è stato il Referendum l’argomento centrale dell’intervento del premier: “Voglio parlare di questa riforma solo riferendomi al futuro”, ha detto Renzi, che ha ribadito ancora una volta che il risultato non influenza la sua permanenza a Palazzo Chigi: “Mi hanno chiesto di non personalizzare e ho smesso. Ho detto che la legislatura ha una vita a se stante. E non parliamo più del governo in caso di vittoria del No”. Ma, precisa il segretario pd, che quella in discussione “è una riforma che abbiamo voluto, costruito, che non riduce gli spazi di democrazia, ma riduce le poltrone, semplifica le istituzioni e le rende più semplici e più agili. Noi non consentiremo di fare del referendum costituzionale l’ennesima tappa del congresso del Pd”. E, riferendosi a quanto affermato nel passato da D’Alema, ha aggiunto: “D’Alema nel ’95 scrive di superamento del bicameralismo perfetto con una sola camera politica e di un capo del governo indicato dai cittadini e noi non l’abbiamo fatto per evitare problemi perché i poteri del premier non cambiano: ‘Mi sembra un modello più forte, efficace, europeo. Un’altra prospettiva mi pare avventurosa, inefficace, propagandistica, da evitare’. La penso come Massimo D’Alema, questa è la riforma della nostra storia, è il nostro passato”.

Non è mancato poi una battuta ironica sul caso del Movimento 5 stelle:

“Dal palco di Catania il premier non ha risparmiato il sarcasmo nei confronti del Movimento 5 Stelle, nella bufera per quanto sta avvenendo a Roma: “Dopo mesi di accuse infamanti di un movimento che è diventato un partito, il Partito 5 stelle, quel partito attraversato da divisioni interne si trova in profonda difficoltà dopo aver sbraitato e insultato gli altri. Avevano detto che avrebbero trasmesso tutto in streaming, ma devono avere finito i giga. Si sono chiusi nelle loro stanze e se le stanno dande di santa ragione”, ha detto il presidente del Consiglio. In merito all’opposizione dei M5s al Referendum sta nel fatto che loro “avevano detto che avrebbero portato la trasparenza in politica, noi la scriviamo nella Costituzione. Forse perciò votano No al referendum, perché non vogliono la trasparenza”.

Ma Renzi ha voluto sottolineare il suo rispetto per Virginia Raggi:

“Nonostante sia convinto che “quelli che contestano e spaccano tutto sono quelli che non hanno in testa il futuro dell’Italia”, il premier però ha invitato il popolo dem a dimostrarsi diverso dagli altri: “Non attacchiamo Virginia Raggi: rispettiamo il voto dei cittadini di Roma, facciamo vedere che siamo diversi da chi pensa che la politica sia guerra nel fango. Che abbiamo uno stile. Questo non significa abbassare la guardia” ma “noi le istituzioni le rispettiamo sempre, non quando c’è qualcuno dei nostri a governare. Prima del Pd c’è l’Italia”.


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