Blitz quotidiano
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Matteo Salvini a Beppe Grillo: Trump è mio, ci sputavi sopra…

ROMA – Matteo Salvini butta giù Beppe Grillo dal carro dei vincitori improvvisamente affollatissimo dopo l’inattesa vittoria di Donald Trump alle presidenziali degli Stati Uniti d’America.

Succede tutto nella mattinata di mercoledì 9 novembre quando l’Europa tutta si risveglia con una notizia fino a qualche settimana fa totalmente impensabile: Trump presidente.  Beppe Grillo fa passare qualche ora e poi gli dedica un lungo post sul suo blog. Un post dai toni vagamente celebrativi in cui racconta “Pannocchia” (Grillo lo chiama così) come protagonista del più grande “vaffa” politico della storia. Gli cede il trono, insomma. Poi Grillo attacca, e stavolta l’impresa è davvero facile, sondaggisti e analisti politici, protagonisti di una colossale e grottesca allucinazione collettiva.

Grillo, alla fine, usa e celebra Trump per portare acqua al suo mulino. L’artificio retorico è semplice e suona più o meno così: se ha vinto lui sbeffeggiato e deriso, possiamo e dobbiamo vincere anche noi.

Salvini, però, non gradisce. Dalla sua, una volta tanto, ha la cronaca di questi ultimi mesi. Salvini è stato con Trump da subito: ne ha sposato, condiviso e diffuso anche le posizioni più controverse in materia di immigrazione e libertà di religione. E quindi nel vedere gente che vuole salire sul suo carro quando fino a ieri ci si trovava in sostanziale e splendido isolamento non ne vuole sapere. E a Beppe Grillo dice: “Sei incoerente, hai sputato contro Trump fino al giorno prima”. Linguaggio eccessivo, certo. Non si ricordano sputi di Grillo a Trump. Ma men che meno si ricordano endorsement. Da M5s, sulle elezioni Usa, c’è stato una sorta di imbarazzato silenzio.

Salvini questa volta tutti i torti non ha: lui su Trump ci ha messo la faccia. Se avesse perso lo avrebbero fatto nero. Ha vinto. Se la gode. E sul carro dei vincitori non vuole compagnia.