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Matteo Salvini: “Corte Costituzionale è Consulta islamica”

MILANO – Matteo Salvini sbotta su Twitter: “Consulta islamica”. Il leader della Lega Nord ce l’ha con la Corte Costituzionale che ha appena bocciato la legge regionale della Lombardia (governata dal leghista Roberto Maroni) che vietava la costruzione di nuove moschee.

Questo ha scritto Salvini sul social: “Consulta islamica, non italiana. È complice dell’immigrazione clandestina”. E d’altronde già Maroni aveva twittato: “La Consulta ha bocciato la nostra legge che regolamentava la costruzione di nuove moschee. La sinistra esulta: Allah Akbar”.

Il capogruppo in Regione Lombardia della Lega Nord, Massimiliano Romeo, ha annunciato, dopo la bocciatura da parte della Consulta della legge lombarda sui nuovi luoghi di culto detta ‘anti-moschee’, che verrà presentato “un nuovo progetto di legge con opportune modifiche che otterrà il medesimo risultato del provvedimento impugnato dal governo Renzi, ovvero dare delle regole certe e chiare per la realizzazione dei luoghi di culto, moschee comprese”. Romeo in una nota ha aggiunto che la bocciatura “è la conferma che siamo di fronte alla resa dello Stato italiano di fronte all’Islam”, ma “noi non ci arrendiamo, non intendiamo far diventare Milano e la Lombardia una enclave del Califfato“.

La bocciatura da parte della Consulta della legge lombarda sui nuovi luoghi di culto ribattezzata ‘anti moschee’ “è l’ennesima ingerenza politica di Roma, e del Governo Renzi, mai eletto dal popolo, nei confronti di chi, democraticamente eletto come il governatore Maroni, cerca solo di tutelare il proprio territorio e raccogliere le istanze dei suoi cittadini”, ha dichiarato invece Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e segretario della Lega Lombarda. Secondo Grimoldi “in Lombardia la gente chiede chiarezza e rispetto delle regole, anche e sopratutto nei confronti dei luoghi di culto”. Lo stesso Maroni, all’epoca della notizia dell’impugnativa da parte del Governo aveva dichiarato di essere “certo che alla fine la Corte ci darà ragione” sulla legge.