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Matteo Salvini: “Ilaria Cucchi fa schifo. Come Calabresi…”

Matteo Salvini: "Ilaria Cucchi fa schifo. Come Calabresi..."

Matteo Salvini: “Ilaria Cucchi fa schifo. Come Calabresi…” (foto Facebook)

ROMA – “Ilaria Cucchi? Capisco il dolore di una sorella che ha perso il fratello, ma mi fa schifo. E’ un post che mi fa schifo. Mi ricorda tanto il documento contro il commissario Calabresi”. Lo dice Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, a La Zanzara su Radio 24, parlando della foto di un carabiniere pubblicata da Ilaria Cucchi sul suo profilo Facebook.

“La sorella di Cucchi – dice Salvini – si deve vergognare. La storia dovrebbe insegnare. Qualcuno nel passato fece un documento pubblico, erano intellettuali sdegnati contro un commissario di polizia che poi fu assassinato. I carabinieri possono tranquillamente mettere una foto in costume da bagno sulla pagina di Facebook. O un carabiniere non può andare al mare? E’ assolutamente vergognoso. I legali fanno bene a querelare la signora e lei dovrebbe chiedere scusa”.

Ma ci sono carabinieri accusati di aver picchiato Stefano Cucchi, dicono i conduttori: “Io sto sempre e comunque con polizia e carabinieri – conclude Salvini -. Se l’un per cento sbaglia deve pagare, anche il doppio. Però mi sembra difficile pensare che ci siano poliziotti o carabinieri che hanno pestato per il gusto di farlo”.

Invece, Ilaria Cucchi, intervistata da Corriere della Sera e Quotidiano Nazionale, ha rincarato la dose:

“Le intercettazioni per me sono prove schiaccianti. I nuovi indagati, di fatto, confessano il pestaggio. Tra loro, senza che avessero motivo di mentire, gli inquisiti discutono delle strategie per avere la pena sospesa, usano quattro o cinque telefonini come fanno i banditi, uno insulta la ex moglie che gli ricorda di quando si vantava di aver picchiato Stefano. E in questi sei anni hanno taciuto, lasciando processare persone che sono state dichiarate innocenti”.

“Se ho sbagliato si vedrà. Io non ho paura, a differenza di altri”. Pubblicare la foto “è stato un impulso, non ho resistito. Volevo che fosse chiara a tutti la fisicità di quella persona, di quell’uomo palestrato, rispetto a mio fratello che pesava 40 chili”, dichiara Cucchi.

Sulla denuncia da parte del carabiniere “non c’è problema: io non porto divise e mi assumo le mie responsabilità. Ma basta con le ipocrisie, sono stanca: hanno massacrato un ragazzo, poi hanno nascosto le prove arrivando a sbianchettare un registro ufficiale, hanno taciuto e mentito. E adesso querelano? Si vede che non hanno altra strada. Piuttosto – osserva – mi chiedo come sia possibile che questi carabinieri, tra cui quello che medita di rapinare gli orafi se lo cacciano, siano ancora in servizio; che girino armati con le pistole di ordinanza”.

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