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Mein Kampf gratis col Giornale. Matteo Renzi: “Squallido”. Ira Pd

ROMA – Il Giornale che fu di Indro Montanelli oggi 11 giugno regala a chiunque acquisti una copia in edicola il “Mein Kampf” di Adolf Hitler. Una decisione, quella del quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi, che ha scatenato una infinità di reazioni, quasi tutte sdegnate.

Il caso, vuoi anche per la prossimità dei ballottaggi in città come Roma e Milano, è diventato anche politico. E oggi è arrivata anche la condanna senza appello di Matteo Renzi alla decisione di regalare un testo che, fino a poco tempo fa, in Germania era persino proibito ristampare. Per Renzi la questione Mein Kampf vale un post su Facebook

“Trovo squallido che un quotidiano italiano regali oggi il Mein Kampf di Hitler. Il mio abbraccio affettuoso alla comunità ebraica #maipiù”.

Non manca una reazione indignata della presidente della Camera Laura Boldrini: “Decisione grave, la memoria merita rispetto. La mia solidarietà a tutte le famiglie vittime dell’Olocausto”.

Il Giornale, in attesa di conoscere l’impatto in termini di vendite dell’operazione, spiega per bocca di Alessandro Sallusti, che la distribuzione gratuita del Mein Kampf nulla ha a che fare con la politica:

“Su una tragedia simile non si gioca – spiega Sallusti- semmai è il contrario. Con certi venticelli che soffiano qua e là in Europa e in Medio Oriente, serve capire dove si annida il male per non ripetere un errore fatale “.

Per diversi esponenti del Pd, invece, la scelta di puntare sul Mein Kampf di Hitler è politica. E servirebbe a strizzare l’occhio all’estrema destra visto che stanno arrivando dei ballottaggi incerti. Scrive La Repubblica: 

“A Milano – scrive in una nota Emanuele Fiano, membro della segreteria del Pd – il Giornale, il principale organo di stampa a sostegno della campagna di Stefano Parisi, guarda caso proprio nei giorni del ballottaggio, sceglie di arruolare a sostegno del proprio candidato anche l’estremismo più impresentabile. Faccio appello a tutte le coscienze libere e democratiche del nostro Paese e alle comunità ebraiche perchè questa vergognosa operazione non passi sotto silenzio”. “Esiste un disegno obbrobrioso e preciso – ha aggiunto Fiano – a Milano e nel resto d’Italia, che mira a portare a votare contro i candidati del Pd tutto l’estremismo neonazista e neofascista che si può raccogliere. In qualsiasi altro Paese d’Europa questa operazione sarebbe stata considerata un’offesa insanabile alla democrazia antifascista, se non addirittura un reato”.

Altrettanto duro il commento di Piero Fassino, sindaco uscente di Torino, candidato al ballottaggio del 19 giugno (suo padre Eugenio, partigiano ‘garibaldino’, combattè contro i nazifascisti): “Squallido e indecente riesumare persino Hitler per strizzare l’occhio all’estrema destra nelle città al voto – afferma Fassino – la verità e il dolore immane della Shoah non devono essere sporcati da un richiamo al pensiero orribile del nazismo, antistorico e anti-umano. Ed è con questi sentimenti che rivolgo il mio più affettuoso abbraccio alla comunità ebraica italiana e, idealmente, a tutti coloro che hanno pagato fino al sacrificio della vita la loro eroica opposizione al nazifascismo”.