Politica Italia

Michele Panetta, ex candidato M5S, faceva il buttafuori per la ‘ndrangheta. Arrestato a Reggio Calabria

Michele Panetta, ex candidato M5S, faceva il buttafuori per la 'ndrangheta. Arrestato a Reggio Calabria

Michele Panetta, ex candidato M5S, faceva il buttafuori per la ‘ndrangheta. Arrestato a Reggio Calabria

ROMA – Michele Panetta, ex candidato M5S, faceva il buttafuori per la ‘ndrangheta. Arrestato a Reggio Calabria. Un ex candidato sindaco dei 5 Stelle a Reggio Calabria è finito in carcere con l’accusa di gestire la squadra di buttafuori della ‘ndrangheta nei locali della movida notturna. Michele Panetta – nel 2014 prese solo 61 voti alle comunarie in città – risulta tra le 15 persone fermate lo scorso 27 aprile dai carabinieri e dalla polizia nell’operazione che ha portato alla scoperta che la “movida” a Reggio Calabria sarebbe stata controllata dalla cosca Condello della ‘ndrangheta.

Il Movimento 5 Stelle ha spiegato in una nota, che “non è in grado di prevedere il futuro e quindi che un suo candidato possa subire una misura cautelare. Le candidature sono sottoposte a un metodo e al vaglio del garante e le carte presentate dal candidato non hanno fatto evincere alcun sospetto”. Però, che Panetta fosse noto alle forze dell’ordine già dal 2010 è un fatto tanto è vero che nel provvedimento con cui i magistrati l’hanno incarcerato, si parla di recidiva semplice infraquinquennale per reati di mafia, di droga e di porto di pistola e una specifica, dunque aggravata, per quello di lesioni.

Panetta, in particolare, fu candidato per il Movimento fondato da Beppe Grillo alle elezioni comunali del 2014 senza essere eletto. Panetta sarebbe stato “uno dei più fidati luogotenenti di Domenico Nucera, il ‘capo’ della squadra di buttafuori che per conto del clan Condello vigilavano sulla movida estiva e, forse anche per questo, autorizzato a far girare droga nelle notti reggine e ligio al dovere quando c’è stato da ‘vendicare’ l’affronto a uno dei gestori del ‘Niù’, con un’aggressione terminata con una gambizzazione. Tutte accuse che gli sono costate prima il fermo per ordine dei pm Stefano Musolino, Giovanni Gullo, Sara Amerio e Walter Ignazitto e poi un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Massimo Minniti”.

To Top