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Migranti, Austria schiera i militari per i controlli al Brennero

Migranti, Austria schiera i militari per i controlli al Brennero

Migranti, Austria schiera i militari per i controlli al Brennero (Foto Ansa)

BOLZANO –  Quasi in sordina, l’Austria per la prima volta ha messo in azione i militari per il controllo dei migranti lungo l’asse del Brennero. Nel corso della notte tra mercoledì e giovedì 24 agosto alcuni soldati, insieme alla polizia regionale del Tirolo, hanno controllato centinaia di automobili, furgoni e autobus lungo l’autostrada A13, a 25 chilometri dal valico con l’Italia.

Per poter svolgere i controlli sono state chiuse le carreggiate dell’autostrada che conduce in Baviera all’altezza del casello di Schoenberg, all’imbocco del ponte Europa. Poche ore più tardi un analogo intervento è stato condotto anche lungo la linea ferroviaria del Brennero, con controlli notturni ai convogli provenienti da sud.

A bordo di un treno proveniente da Bolzano e diretto a Monaco di Baviera sono stati trovati sei africani, due donne e quattro uomini, nascosti sul pianale di un carro cisterna carico di gas liquido. I quattro sono stati trovati intirizziti per il freddo e prima di essere controllati sono stati rifocillati dagli agenti.

A gettare benzina sul fuoco è stato poi un intervento del ministro degli Interni austriaco, Wolfgang Sobotka: la sospensione dei controlli di frontiera all’interno dell’area Schengen – ha detto – è ammissibile soltanto qualora vi sia un “adeguato” controllo delle frontiere esterne dell’Europa. Finché il controllo di queste frontiere non sarà attuato, ha aggiunto il ministro, non vi sarà modo di evitare “misure di carattere nazionale”.

Queste parole sono state interpretate, almeno in Austria, come una risposta ad una fonte dell’Unione Europea che in giornata aveva auspicato una sospensione dei controlli sui migranti all’interno dell’area Schengen. Quel che è certo è che le frasi di Sobotka si inseriscono all’interno della campagna elettorale in atto ormai da mesi in Austria in vista delle elezioni del 15 ottobre.

Né i Popolari, partito nel quale milita Sobotka, né i socialdemocratici, che attualmente formano la coalizione di governo a Vienna, intendono infatti cedere terreno su questo tema sensibile, considerato nel paese il cavallo di battaglia della destra populista del partito liberal-nazionale.

A rafforzare le parole di Sobotka è stato un intervento sul tema, pubblicato in giornata dalla stampa austriaca, del ministro degli Esteri, Sebastian Kurz, anche lui dei Popolari. Il problema dei migranti – ha detto in sostanza il giovane leader – non si risolve soltanto facendo ricorso alle politiche di integrazione e “l’Austria deve essere nella posizione di decidere chi può entrare nel Paese e chi no”.

Mentre le parole dei politici indicano un certo allarme, sono però più tranquillizzanti le cifre. Secondo dati diffusi in questi giorni, infatti, i migranti entrati in Austria sono in netto calo: mentre nel 2015 erano stati 113mila, infatti, nel 2016 il loro numero si è in pratica dimezzato, con 64mila nuovi ingressi.

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