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Migranti, Emma Bonino: “Renzi distratto, protocollo non è segreto”

Migranti, Emma Bonino: "Renzi distratto, protocollo non è segreto"

Migranti, Emma Bonino: “Renzi distratto, protocollo non è segreto”

ROMA – “Non capisco le polemiche, manco io avessi rivelato un segreto di Stato…Forse i parlamentari, o Renzi o qualcuno deve essersi distratto. Il comitato Schengen ha discusso del protocollo Triton, lo dice la presidente Ravetto, però è stato fatto quell’accordo che non è affatto segreto, che prevede che è l’Italia che coordina tutta l’operazione e che tutti devono sbarcare in Italia”. Queste le parole di Emma Bonino a margine dei “Referendum Days”, la mobilitazione per il referendum radicale sulla messa a gara del trasporto pubblico a Roma.

“Che secondo me già dall’inizio vuol dire una violazione di regole – osserva Bonino – perché una barca spagnola che batte bandiera spagnola, come noto dalla convenzione del mare, è territorio spagnolo quindi quelli che vengono salvati su una nave spagnola il primo paese di ingresso è la Spagna. E quindi sono pregati in teoria di portarli in Spagna e invece l’accordo scrive che devono essere tutti portati in Italia”.

“Io sono d’accordo sulla pressione sugli stati membri. Penso che invece la pura strada securitaria sia un’illusione. Terzo: serve che abbiamo tutti il coraggio di dire alla gente che questo fenomeno di mobilita globale non è per questa estate, durerà nel tempo ed è meglio attrezzarsi. Per questo è fondamentale superare la Bossi-Fini perché questo può consentire che l”esperimento Torino’ sia esportabile in tutto il paese”, dice ancora la Bonino.

“Credo sacrosanto continuare la pressione sugli altri stati dell’Ue. Il problema è come. Io non credo ai ricatti come non pagare il fiscal compact, né a farlo sulla pelle dei rifugiati. Con la chiusura dei porti o cose del genere a pagare sarebbero solo loro. Ci sono diverse vie possibili. Noi ne abbiamo lanciata una, nel pieno diritto europeo che certo creerà problemi diplomatici. La strada c’è a mio avviso, abbastanza difficile ma nella legalità: l’applicazione di una direttiva che esiste dal 2001 e a cui l’Italia si è già richiamata nel 2011 in occasione della Primavera Araba. Nel frattempo bisogna mettere un po’ di ordine anche a casa nostra. Al di là dei proclami come chiudere i porti e espellere 500 mila persone il dato importante è la legalità”.

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