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Migranti. Sbarchi navi Ong a Salerno, Napoli e Civitavecchia: il piano Minniti

Migranti. Sbarchi navi Ong a Salerno, Napoli e Civitavecchia: il piano Minniti

Migranti. Sbarchi navi Ong a Salerno, Napoli e Civitavecchia: il piano Minniti

ROMA – Migranti. Sbarchi navi Ong a Salerno, Napoli e Civitavecchia: il piano Minniti. Sul tavolo del ministro dell’Interno c’è il piano per alleggerire la pressione emergenziale su Sicilia e Calabria: spostare gli sbarchi delle navi Ong cariche di profughi salvati più a nord (ma non fino a Trieste o Genova), individuando a Napoli, Salerno e Civitavecchia i porti più adeguati per gestire la prima accoglienza. L’ipotesi, giudicata subito “irrealizzabile” dal ministero, di spostarli più a nord ha avuto solo un momento mediatico per le reazioni negative soprattutto del sindaco di Trieste.

Anche le Ong puntano il dito contro una disposizione che farebbe aumentare esponenzialmente i costi ma soprattutto temono che avranno molto meno tempo e opportunità di salvare vite umane se allontanati dall’area dove intercettano le carrette del mare. Ma è proprio questo l’intendimento del governo in linea con il nuovo codice di condotta che disciplinerà le attività delle navi Ong.

Codice che è ancora in stand by. E’ stata infatti rinviata – probabilmente di una settimana – la riunione promossa dalla Guardia Costiera che aveva convocato le ong nella sua sede per giovedì prossimo. “Motivi organizzativi legati all’attività operativa di questo periodo”, la ragione ufficiale del rinvio. Ma la realtà è che le misure – prima di scriverle nero su bianco – devono essere concordate con Bruxelles e questo richiede ancora tempo.

La razionalizzazione degli interventi di soccorso delle ong è una delle priorità segnalate dal ministro dell’Interno, Marco Minniti e condivisa dalla Commissione. Più di un terzo degli 85mila migranti salvati in mare nel 2017 è stato infatti recuperato dalle circa 10 navi umanitarie che operano tra la Libia e la Sicilia. Col codice, aveva sottolineato Minniti, si punta infatti ad evitare che le navi si spingano fin nelle acque libiche, trasformandosi in ‘pull factor’ (fattore di attrazione), che spengano i trasponder per non farsi segnalare e si chiede trasparenza su equipaggi e finanziamenti.

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