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Milano, Beppe Sala indagato. Ma la Procura chiede archiviazione

MILANO – Il neo-eletto sindaco di Milano Beppe Sala è indagato per la mancata dichiarazione di alcune proprietà nella sua autocertificazione del febbraio del 2015. Ma la Procura di Milano chiederà l’archiviazione: si tratta infatti di un illecito amministrativo, quindi il fascicolo penale è da archiviare.

Sala è stato iscritto nel registro degli indagati lo scorso 26 aprile in seguito all’esposto con cui l’ex capogruppo di Fratelli d’Itallia Riccardo De Corato ha denunciato che nell’autocertificazione imposta per legge a chi lavora nella pubblica amministrazione Sala si sarebbe dimenticato di dichiarare una casa in Svizzera, un’immobiliare in Romania e una società.

Da quanto è stato riferito in Procura, le indagini, coordinate dal pubblico ministero Giovanni Polizzi e dall’aggiunto Giulia Perrotti, hanno accertato che Sala, iscritto per falso in autocertificazione, avrebbe violato l’articolo 14 della cosiddetta legge sulla trasparenza (decreto legislativo 33/2013) la quale, all’articolo 47, per la “mancata e incompleta comunicazioni delle informazioni” relative alla situazione patrimoniale prevede una sanzione amministrativa.    

Per questo, dopo un’inchiesta durata due mesi, la Procura si appresta a chiedere l’archiviazione all’ufficio gip e in caso di accoglimento, trasmetterà degli atti al prefetto Alessandro Marangoni per l’eventuale sanzione amministrativa.

IL NO COMMENT DI SALA – “Non sono al corrente ma non commento comunque”: è questa l’unica risposta del neosindaco di Milano Beppe Sala alle domande dei giornalisti in merito all’articolo pubblicato oggi da “Il Fatto Quotidiano” secondo il quale Sala è stato iscritto (durante la campagna elettorale) nel registro degli indagati.

 


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