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Milano: “Ci sono 1.700 migranti di troppo in attesa di partire. Sistema al collasso”

MILANO – “A Milano ci sono 1.700 migranti di troppo, in attesa di partire per altri Paesi, ma bloccati qui”: la denuncia, riportata da Simone Gorla su La Stampa, arriva dall’asre milanese alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, che a Palazzo Marino ha elencato le cifre del 2016, sottolineando che i conti non tornano:

“Sono 3.680 i richiedenti asilo in città. Di questi, 422 sono inseriti nel sistema Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), 508 sono transitanti, 1.050 sono inseriti nel sistema nazionale di redistribuzione sul territorio”.

Gli altri, secondo Majorino, non spettano al capoluogo lombardo e la loro situazione dovrebbe essere presa in carico dal ministero dell’Interno, che dovrebbe assegnarli ad altri Comuni. “Milano sull’accoglienza ha già fatto tanto e continuerà a fare, ha continuato l’asre al Welfare, ma ora chiediamo un radicale cambio di passo”.

La questione migranti del resto era già stata affrontata dal sindaco Beppe Sala, che ha ricordato come da ottobre del 2013 Milano abbia accolto 106mila profughi, tra cui 21mila bambini.  Ma

“fino al gennaio di quest’anno la quasi totalità era composta da transitanti, cioè persone in attesa di andare in altri Paesi. Ora siamo passati dal 2 all’80 per cento di richiedenti asilo in Italia”.

Sul tema il centrosinistra non trova l’appoggio del centrodestra, anzi. Il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, si è presentato in Consiglio comunale con i dati del Viminale:

“Solo il 5 per cento di chi è sbarcato ha avuto riconosciuto la status di profugo. In Italia abbiamo 2.800 profughi e alcune decine di migliaia di ciabattanti e questuanti, molestanti che io non voglio più in giro per Milano”.

E Stefano Parisi, capogruppo dell’opposizione a Milano: “Il problema è grave e pesante: manca del tutto un piano chiaro, mentre Sala e Renzi cambiano idea ogni giorno”. Per l’ex candidato sindaco del centrodestra Sala “deve decidersi a tirare per la giacchetta Renzi e Alfano, dato che nel “patto per Milano” non c’era una parola sui migranti”.


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