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Minzolini: “Pronto a bere la cicuta”, ma il Senato gli conserva il seggio

Minzolini: "Pronto a bere la cicuta", ma il Senato gli conserva il seggio

Minzolini: “Pronto a bere la cicuta”, ma il Senato gli conserva il seggio

ROMA – Minzolini: “Pronto a bere la cicuta”, ma il Senato gli conserva il seggio. “Sono pronto a bere la cicuta”. Così il senatore di FI, Augusto Minzolini, ha chiuso il suo intervento nell’Aula di Palazzo Madama. Un’aula che doveva pronunciarsi sulla sua decadenza dal mandato di parlamentare, perché condannato con sentenza passata in giudicato sulla storia della nota spese da 86mila euro quando era direttore del Tg1. Un’aula che prima lo ha applaudito fragorosamente e poi ha allontanato l’amaro calice votando la mozione di Forza Italia contraria alla decadenza e conservandogli il seggio di senatore. 137 sono stati i voti contro la decadenza, 94 i contrari, 20 gli astenuti.

I senatori del Pd che hanno votato insieme a Forza Italia per “salvare” Augusto Minzolini sono stati 19. Mentre quelli di Ap sono stati 23. Nessuno invece di Mdp che hanno votato quasi tutti contro. Ventiquattro Dem e 4 Mdp non erano presenti al momento del voto dell’odg con il quale è stata respinta la decisione della Giunta per le Immunità.

Minzolini, nella sua dichiarazione difensiva ha invitato i parlamentari a non prendere “decisioni ipocrite e pilatesche” e ha citato una frase che gli disse “qualche tempo fa Antonio Di Pietro” e cioè che “la politica porta guai…”. A conclusione del suo intervento è esploso nell’emiciclo un grande e lungo applauso.

Dopo il buon esito (per lui) del voto Minzolini  ha annunciato entrando in ascensore di dimettersi comunque (“Ora mando la lettera”). Va segnalato che le dimissioni, eventualmente, per essere effettive devono passare attraverso un pronunciamento formale dell’Aula, pronunciamento nulla affatto scontato.

Prima del voto il gruppo di FI del Senato aveva presentato nell’Aula di Palazzo Madama due ordini del giorno per evitare che l’Assemblea si pronunciasse subito. Uno puntava a far tornare in Giunta per le Immunità la vicenda, l’altro a respingere la deliberazione della Giunta che a luglio decise di proclamarlo decaduto dall’attività di parlamentare perché condannato con sentenza passata in giudicato.

“Dopo aver ascoltato il dibattito, la relazione del relatore e ascoltato l’intervento del senatore Minzolini, in conformità alle indicazioni di voto di gran parte dell’Aula sulle decisioni della Giunta delle immunità e come più volte accaduto in passato, anche sulla questione oggi all’ordine del giorno, le senatrici e i senatori del gruppo del Partito Democratico hanno libertà di voto”. Così il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda è intervenuto in Senato per dichiarare il voto del suo gruppo. E aggiunge: “Io, apprese la decisione della Corte di Cassazione, voterò in conformità alle indicazioni della Giunta”.

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