Blitz quotidiano
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Mogherini e Meloni, liti da comari sulle lacrime (Video)

ROMA – L’Alto rappresentante della Ue, Federica Mogherini, raggiunta ad Amman in Giordania dalla notizia degli attacchi a Bruxelles non è riuscita a trattenere le lacrime. Contro il pianto di Mogherini la prima e più virulenta reazione è arrivata da una collega donna, Gi Meloni, la leader di Fratelli d’Italia. Che le ha dedicato un post su Facebook.

“Ieri era il giorno del lutto e del cordoglio. Oggi è quello della polemica”: è così che inizia il primo dei tre post pubblicati su Facebook dal presidente di Fratelli d’Italia […] “Mi vergogno di essere rappresentata in Europa – ha scritto Meloni – da Federica Mogherini […] È il simbolo di un’Europa debole, molle e incapace davanti agli attacchi che subisce. Mi auguro che la Mogherini, dopo questa figuraccia, voglia dimettersi e lasciare il suo incarico a qualcuno che non alimenti il desiderio di conquista per la fragilità che dimostra in ogni occasione significativa. P.S. L’ultima che ha pianto durante una conferenza stampa è stata Elsa Fornero. Abbiamo visto come è andata a finire per gli italiani”. (Ansa)

Le lacrime hanno monopolizzato un dibattito che più drammatico non si può (siamo o non siamo in guerra, come si dice da ogni parte?) finendo per oscurare anche la fitta agenda di Mogherini di quei giorni (Libano, Giordania), degli incontri a Ginevra con le delegazioni siriane, insomma di tutta la complicata gestione diplomatica per mettere in sicurezza la Siria praticamente non abbiamo ricevuto notizia. Ora è vero che Churchill non avrebbe mai sottolineato con i singhiozzi  l’annuncio di lacrime e sangue ai suoi compatrioti.

Ma non avrebbe nemmeno dileggiato un’autorità politica tacciandola di essere “una ex casalinga” come ha fatto il leghista Roberto Simonetti che, per solidarizzare con Meloni e insultare Mogherini, cita con sprezzo del pericolo lo statista inglese ricacciando nel vicolo stretto della polemicuzza a fini elettorali una vicenda che non meriterebbe di finire nello sciocchezzaio mediatico.

Aspettiamo l’ennesimo sondaggio per conoscere stavolta l’orientamento degli italiani sulle lacrime istituzionali: può una donna con incarico politico piangere in pubblico? Urge casting che selezioni femmine pratiche e immuni da sentimentalismi, facciamo un concorso per donne con le palle?

Meloni, più professionista di attacchinaggio elettorale che donna di Stato nonostante la precoce esperienza di vice-presidente della Camera, picchia sulla debolezza di Mogherini quale donnetta che frigna e non per i suoi eventuali demeriti o inadempienze istituzionali. La butta in politica guardando al misero orticello della disputa romana. Una prova? Bertolaso, lo stesso che non la voleva candidato sindaco perché menomata dalla sua gravidanza, adesso le dà ragione (“Adesso mi daranno del maschilista”).

Un’altra prova? Il veleno in coda al suo post destinato all’odiata Fornero, che ha tante colpe (per lo più intestate a lei da una classe politica ignava), che ha creato più di un danno, per carità. Ma che c’entrano le pensioni con gli attacchi di Bruxelles, con la minaccia Isis, la Siria, la Libia ecc…? Niente, è solo che viene subito prima di Isis e subito dopo elezioni nell’ordine alfabetico degli slogan spendibili. Il manganello social non conosce distinzioni e priorità, confonde, mistifica, degrada tutto e tutti al livello della propria inconsistenza dialettica e argomentativa. Piange il telefonino.


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