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Mutui, governo corregge. Casa passa a banca se salti 18 rate

ROMA – Mutui, governo corregge. Casa passa a banca se salti 18 rate. Il governo ci ripensa e corregge in corsa la controversa norma che avrebbe consentito alla banca che erogava un mutuo di entrare in pos di un immobile senza passare dal Tribunale dopo appena sette rate non pagate. Ora la soglia si alza sensibilmente, dai 7 ai 18 mesi. La banca, quindi, dovrà aspettare un minimo di un anno e mezzo. Attenzione però: le 18 rate non dovranno necessariamente essere consecutive. E la norma in questione non vale per i mutui in essere che la prevedano espressamente ma solo per i mutui che partiranno dopo l’entrata in vigore del provvedimento.

Sono questi i principali correttivi che la maggioranza proporrà in Commissione Finanze, alla Camera come al Senato, sulla discussa questione del recepimento della direttiva europea in tema di finanziamenti per l’acquisto della casa. Correttivi, si fa notare dal Partito Democratico, già vagliati dal governo, pronto ad accoglierli e quindi a renderli definitivi.

La prima stesura del testo, quello che prevedeva l’applicabilità della norma anche ai mutui in essere, era stata duramente contestata in Commissione dalle opposizioni. In particolare, ieri 2 marzo, il Movimento 5 Stelle aveva di fatto bloccato i lavori per protesta. Spiega Repubblica:

Maggioranza e governo correggono oggi il tiro e il Pd sottolinea che “era pronto a farlo già ieri, se solo i lavori non fossero stati interrotti dalle proteste”. Nella proposta di parere della Commissione, che deve esprimere un giudizio non vincolante ma – appunto – condiviso preventivamente dal governo, si legge che “la nuova normativa sull’inadempimento non si applica ai contratti già in essere, neanche in caso di surroga, e offre al momento della stipula maggiori vantaggi per il cittadino, obbligando la banca ad una maggiore trasparenza”. Si precisa che la clausola sulla possibilità di cedere la casa alla banca per estinguere il debito “è facoltativa e la banca non può obbligare il cittadino a sottoscriverla”, anche se sul punto ci sono dubbi sulla reale parità tra le due parti (banca e consumatore) al momento della richiesta di un finanziamento.

Sale come detto il numero dei mancati pagamenti necessari perché scatti l’esproprio: “E’ considerato inadempimento la morosità di almeno 18 rate”. Ancora, “in caso di inadempimento la casa può essere messa in vendita solo con uno specifico atto di disposizione dell’immobile da parte del consumatore”. La scelta delle 18 rate, spiega il relatore alla Camera Giovanni Sanga, “è stata fatta in base alla normativa già esistente, che prevede appunto la possibilità di sospendere per 18 mesi il pagamento delle rate sul mutuo prima casa”.