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‘Ndrangheta: falso l’attentato a Scopelliti. E il sen. Caridi…

ROMA – ‘Ndrangheta e politica: falso l’attentato a Scopelliti. E il sen. Caridi… Cinque le ordinanze di custodia in carcere per associazione mafiosa: sarebbero stati affiliati a una struttura “segreta” capace di influenzarle elezioni a ogni livello. Secondo gli inquirenti fu falso l’attentato a Scopelliti per farlo sembrare in contrasto con la criminalità organizzata.

Nelle 2.056 pagine dell’ordinanza viene anche citato l’episodio dell’esplosivo ritrovato nel 2002 nel bagno del Comune di Reggio Calabria, destinato all’allora sindaco Giuseppe Scopelliti. Per il procuratore Cafiero de Raho quella è stata una messa in scena costruita anche con l’apporto dei servizi segreti , perché Scopelliti doveva apparire come una persona in contrasto con la ‘ndrangheta locale. La monumentale inchiesta, come l’ha definita il procuratore, evidenzia come per la prima volta sia stata costruita una struttura segreta per infiltrare gli uomini nei gangli della politica. (Carlo Macrì, Corriere della Sera)

La cupola delle mafie. La struttura occulta individuata dalla Dda di Reggio Calabria e dai carabinieri curava il coordinamento delle operazioni del sistema criminale complessivo comprendendo non solo la ‘ndrangheta ma anche Cosa nostra, Camorra e Sacra corona unita.

E’ quanto evidenziano gli inquirenti che attribuiscono alla struttura anche il ruolo di “definire le strategie criminali di massimo livello” per “estendere il programma criminoso negli ambiti di maggiore interesse, con particolare riferimento a quelli informativi, imprenditoriali, economici-finanziari-bancari, amministrativi – politici – istituzionali” interferendo, in questo ultimo caso, con “enti pubblici locali territoriali e singoli membri di organi politici di rilievo costituzionale”.

Il ruolo del senatore Caridi. “Il sen. Antonio Stefano Caridi è una figura politica costruita in tutto lo sviluppo della sua carriera e fino al Parlamento nazionale e, di volta in volta, si pone come strumento per eseguire gli ordini della ‘cupola’ e conseguirne le finalità”.

Lo ha detto il capo della Procura distrettuale di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho in conferenza stampa tratteggiando il rapporto tra esponenti della politica calabrese e nazionale con la ‘ndrangheta degli invisibili al cui vertice gli inquirenti pongono l’ex parlamentare del Psdi Paolo Romeo, l’avv. Giorgio De Stefano, Francesco Chirico e l’avv. Alberto Sarra.

“Un autentico svezzamento politico – ha aggiunto De Raho – posto in essere dal direttorio della cupola per infiltrare la politica, soprattutto le istituzioni, favorendo le elezioni nei vari consessi di persone, che una volta elette, continuavano ad essere monitorate ai fini del loro effettivo apporto per il raggiungimento degli interessi economici e di potere che il gruppo occulto aveva progettato”.

“L’operazione ‘Mammasantissima’ – ha detto ancora De Raho – offre un quadro definito, riversato in oltre 2.000 pagine di ordinanza, di numerosi indizi emersi in precedenti operazioni come Meta, Infinito, Olimpia, Gambling, Bellu Lavuru, da cui sono estratti elementi sino a costruire un unicum indiziario che ha superato il vaglio del giudice delle indagini preliminari.

Il gruppo occulto aveva potere con gli altri ‘ndranghetisti che costituiscono il comando della struttura definita ‘provincia’ di dare ordini e direttive a tutti i locali di ‘ndrangheta costituiti in Calabria, in Italia, in Europa, in Oceania e nelle Americhe”.