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‘Ndrangheta. Edoardo Mazza, sindaco di Seregno accusato di corruzione: quello delle forbici contro gli stupratori

'Ndrangheta. Edoardo Mazza, sindaco di Seregno accusato di corruzione: quello delle forbici contro gli stupratori

‘Ndrangheta. Edoardo Mazza, sindaco di Seregno accusato di corruzione: quello delle forbici contro gli stupratori

ROMA – ‘Ndrangheta. Edoardo Mazza, sindaco di Seregno accusato di corruzione: quello delle forbici contro gli stupratori. E’ improbabile che Edoardo Mazza, il sindaco di Seregno, utilizzerà di nuovo la diretta streaming su Facebook per intrattenersi ogni giovedì a mezzogiorno e mezza “a tu per tu” con i concittadini. E’ stato arrestato con accuse gravissime: corruzione per favorire un imprenditore legato a ambienti della ‘ndrangheta.

Nella diretta del 31 agosto il sindaco Mazza si era presentato con una forbice, dopo lo stupro e l’aggressione avvenuti a Rimini. “Questo è lo strumento che molti vorrebbero utilizzare per punire gli animali che hanno compiuto questo efferato delitto. Non è rappresentativo del mio stato d’animo ma se fossi il genitore di quella ragazza” – ha aggiunto – “altro che forbice utilizzerei…”.

L’ultima diretta è stata dedicata al tema della sicurezza e del bisogno dei cittadini di essere “supportati da uomini in divisa”, di cui ha detto di aver parlato con carabinieri e polizia locale. “Sono un avvocato di 38 anni, da sempre appassionato di politica, a cui mi sono dedicato per 10 anni”, si descrive sul social network definendosi anche un “moderato”.

Moderato e non troppo compassionevole, come quando ha utilizzato lo spazio social per una campagna volta a stroncare il fenomeno dei troppi che a suo dire chiedevano l’elemosina per le strade di Seregno. “Invito la popolazione a non aiutare gli accattoni. Basta dare soldi a chi chiede l’elemosina. Chi ha davvero bisogno è già aiutato dal Comune”. Così si rivolgeva ai suoi concittadini in un appello anti questuanti lo scorso marzo.

Mazza, eletto nel 2015 in quota Forza Italia e sostenuto da una coalizione di centrodestra, spiegava lo scorso marzo che “gli accattoni sono una delle piaghe che affliggono la nostra città. Sono ovunque – aggiungeva – e non sappiamo più come trovare una soluzione”. In attesa che i giudici facciano il loro lavoro, tocca rilevare che ognuno si sceglie i propri nemici e, soprattutto, i propri amici.

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