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Norma “salva Corona”: sconti a chi nasconde soldi, anche contanti. Dubbi dei tecnici

ROMA – La “voluntary disclosure”, contenuta nella bozza della legge di bilancio, è già stata ribattezzata “norma salva Corona”. Il motivo? Si tratta di una tassazione di favore per coloro decidono di portare “alla luce” capitali nascosti al Fisco. Anche contanti. In poche parole qualcosa di molto simile a ciò di cui è accusato Fabrizio Corona, finito in carcere per quei milioni nascosti in un controsoffitto.

La norma, se approvata, ovviamente sanerebbe gli aspetti fiscali ma non quelli penali: per intenderci, se i soldi sottratti al Fisco sono frutto di rapine o spaccio, di certo il responsabile di questi reati dovrà vedersela con la legge.

Francesco Boccia del Pd risponde imbarazzato:  “Aspettiamo i testi definitivi. Se veramente qualcuno avesse partorito la norma ribattezzata in queste ore ‘Corona’ ne sarei sbalordito; se fosse consentito agli evasori di pagare un prezzo per poter ripulire i propri soldi, cosa racconteremmo ai nostri ragazzi? Che la si può fare sempre franca qualunque cosa si faccia? Nascondere soldi, tanti soldi, a nero era e resta un reato se non si pagano le imposte”.

Dalle parti del ministero del’Economia il clima è teso. Pare che nemmeno il ministro Padoan fosse convinto. I più scettici sono i tecnici del ministero, come Fabrizia Lapecorella, secondo la quale era impossibile in così breve tempo fare una stima del gettito che potrebbe derivare dalla norma. Cifre incerte che hanno messo in difficoltà anche la Ragioneria di Stato. 

In particolare sono due i passaggi contestati nella manovra, come riassume Repubblica:

La prima è quella che prevede l’emersione dei capitali liquidi detenuti dai privati senza averli prima dichiarati, cioè la riapertura della voluntary disclosure relativamente alle sostanze possedute sul territorio nazionale. «La norma appare — è la lamentela dei tecnici — a tutti gli effetti un regalo fatto a chi ha accumulato fondi in nero grazie ad attività finora nascoste al fisco perché opache o addirittura di provenienza criminale ». La seconda è invece un provvedimento che viene definito «acchiappa-ricchi». Si introduce infatti una tassazione di favore, per i “redditi di fonte estera prodotta da persone fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia”, si legge nella bozza del provvedimento, pensata “al fine di favorire gli investimenti in Italia”. «In realtà — segnalano sempre gli uffici — si risolverà in una tassazione di favore per quei personaggi che hanno lasciato l’Italia e vivono nel Regno Unito, pagando tasse ridotte, e che temono che con la Brexit possa cambiare il loro status. Noi gli forniamo l’opportunità di tornare a casa dando loro, in cambio di un versamento di 100mila euro l’anno, una guarentigia fiscale che solo superficialmente è legata a investimenti e conseguente regolare tassazione».

La voluntary sul contante non copre i reati penali perché “prima bisogna dimostrare che quei soldi hanno a che fare con reati fiscali di evasione”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan a diMartedì  spiegando che i controlli spetteranno in prima istanza “all’Agenzia delle Entrate. I controlli saranno “più efficaci che in passato, se quei soldi sono frutto di una attività illecita dal punto di vista penale questo signore non potrà aderire alla voluntary ma andrà in galera”.