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Nuova scheda elettorale Renzi-Grillo-Berlusconi, come si vota: una sola croce…

Nuova scheda elettorale Renzi-Grillo-Berlusconi, come si vota: una sola croce...

Nuova scheda elettorale Renzi-Grillo-Berlusconi, come si vota: una sola croce…

ROMA – Affondato dai divanetti di Porta a Porta il probabilmente ex alleato Angelino Alfano, e con lui le ultime resistenze al modello tedesco, la proposta di legge elettorale mutuata dalla Germania e tradotta nel maxi-emendamento presentato dal dem Fiano avanza a passo spedito sostenuto da un’inedita maggioranza Renzi-Grillo-Berlusconi. E il Parlamento si prepara a licenziarla in tempi record per andare alle urne già in autunno, cosa mai accaduta nella storia repubblicana. Vale a dire che tra quattro mesi al massimo saremo chiamati alle urne per votare come non abbiamo mai votato prima, il modello tedesco porta infatti con sé, oltre alle polemiche, una serie di novità a cui gli elettori italiani non sono abituati.

“Si tratta del sistema preso a modello dalla Germania – spiega Ugo Magri su La Stampa -, tutto proporzionale con uno sbarramento del 5 per cento. Ci farà votare in modo diverso da come eravamo abituati da un quarto di secolo. Sceglieremo i partiti, privilegiando quelli che hanno speranze di superare la soglia. Ma con lo sguardo sui candidati che, secondo i dettami della Consulta, saranno indicati tutti sulla scheda. Non potremo sceglierli con le preferenze, però almeno ci sarà trasparenza”.

Trasparenza che passerà per i due ‘lenzuoli’ che gli elettori si troveranno di fronte il prossimo autunno. Nella cabina elettorale troveremo infatti due schede, una per la Camera ed una per il Senato, dove saranno elencati i simboli dei partiti e i nomi di tutti i candidati. In mezzo alla scheda i simboli, sulla sinistra i candidati che concorrono nel collegio uninominale dove si sta votando e, sulla destra, i vari listini circoscrizionali composti in genere da 4 nomi. Scegliere sarà estremamente semplice, nel senso che si dovrà fare un’unica ‘X’, non esiste voto disgiunto o altro. Un solo segno sarà sufficiente a prendere in blocco il partito, il candidato uninominale e quelli del listino.

Questo il voto da esprimere in cabina, ma come si comporrà il Parlamento sarà il frutto di alcune norme copiate sì dalla Germania, ma italianizzate viste le differenze tra i due sistemi costituzionali, basti pensare che a Berlino il numero dei parlamentari è variabile mentre da noi è fissato dalla Costituzione. Intanto entreranno a Montecitorio o Palazzo Madama solo i partiti che supereranno la soglia del 5% delle preferenze, pari a circa 1milione e mezzo di voti. Un’asticella che, ad oggi, supererebbero probabilmente solo in quattro: M5S, Pd, FI e Lega. I voti degli altri, da Mdp alla Meloni (che qualche possibilità di superare la soglia fatidica in verità ce l’ha), non andrebbero però buttati, ma finirebbero ai partiti più grandi secondo una logica di redistribuzione. Quei voti saranno infatti ripartiti tra i vincitori, però non in maniera eguale: anche nella spartizione delle spoglie verrà seguito il criterio proporzionale. Ergo la fetta maggiore spetterà a chi ha preso più voti e via discendendo.

“Ogni partito avrà i seggi che si merita in base alla percentuale dei suffragi – scrive ancora Magri -. Dopodiché quei seggi saranno distribuiti Regione per Regione e giù giù tra le circoscrizioni, sempre in proporzione ai voti. È qui che scatterà una ‘graduatoria’ per stabilire chi, tra i tanti candidati, diventerà onorevole. Funzionerà così: primo a essere eletto sarà quel candidato che riuscirà nell’impresa di stravincere con oltre il 50 per cento nel proprio collegio. Di questi collegi in Italia ce ne saranno 303 alla Camera e 150 al Senato. (…) Se nessuno vincerà nel collegio in modo così stratosferico, scatterà un diverso meccanismo, che sembra fatto apposta per tutelare gli ‘alti papaveri’: verrà eletto il numero 1 del ‘listino circoscrizionale’. (…) Poi, se il partito avrà conquistato altri seggi nella circoscrizione, scatteranno i vincitori del rispettivo collegio uninominale. Una volta esauriti tutti i vincitori dei collegi, se resteranno poltrone da occupare sarà il turno degli altri nomi del ‘listino’. Infine, i migliori perdenti dei collegi”.

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