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Nuovo Codice dipendenti Roma Capitale: “Anonimato per chi denuncia illeciti”

Nuovo Codice Campidoglio: "Anonimato per chi denuncia illeciti"

La sindaca di Roma Virginia Raggi (Ansa)

ROMA – Stretta sui regali ‘ammissibili’ per i dipendenti del Campidoglio e anonimato per i whistleblower, ovvero chi denuncia illeciti e irregolarità. La giunta Raggi ha approvato il codice di comportamento dei dipendenti di Roma Capitale aggiornato secondo le indicazioni dell’Autorità Nazionale Anticorruzione. Secondo il nuovo codice i dirigenti hanno anche la responsabilità di vigilare sul rispetto delle misure per la prevenzione e il contrasto della corruzione.

Le disposizioni prevedono il dovere di segnalare ai superiori (fermo restando l’obbligo di denuncia all’autorità giudiziaria) eventuali situazioni di illecito di cui si venga a conoscenza. Il “dipendente che segnala un illecito ha il diritto di essere tutelato” anche con la “tutela dell’anonimato dell’identità del segnalante, fatta eccezione per i casi di responsabilità a titolo di calunnia o diffamazione”, si legge nel nuovo codice.

Ancora: “il dipendente non accetta per sé o per altri regali o altre utilità salvo quelli d’uso di modico valore effettuati occasionalmente nell’ambito delle normali relazioni di cortesia e delle consuetudini”. Il “modico valore” è quantificato in una cifra fino a 100 euro annui, mentre nel codice precedente – datato 2013 – il limite orientativo era 150 euro.

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Il nuovo codice di comportamento approvato dalla giunta Raggi il 30 dicembre 2016, come quello del 2013 approvato dall’allora giunta Marino regolamenta anche i rapporti con la stampa. “Salvi i diritti e le prerogative sindacali il dipendente si astiene da dichiarazioni pubbliche offensive nei confronti dell’amministrazione. Il dipendente non intrattiene a nome e per conto dell’amministrazione rapporto con gli organi di informazione circa l’attività del servizio di appartenenza, salvo che non si autorizzato”, recita il codice aggiornato.

Nello stesso paragrafo e allo stesso ‘comma’ del codice del 2013 si legge: “Salvo il diritto di esprimere valutazioni e diffondere informazioni a tutela dei diritti sindacali il dipendente si astiene da dichiarazioni offensive nei confronti dell’amministrazione”..

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