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Olimpiadi Roma addio, Raggi dà buca. Malagò offeso se ne va

ROMA – Giovanni Malagò e la delegazione del Coni aspettano per 35 minuti, a Roma usa dire che più di mezzora non si aspetta neanche il Papa. Ma non è questo il problema, Malagò e i suoi sanno che devono ricevere un NO alle Olimpiadi a Roma, quindi 35 minuti sono tanti e sono soprattutto inutili. Sono nervosi, la sindaca Raggi non si fa vedere, ha rifiutato lo streaming per l’incontro e non ha gran voglia di pronunciare ad alta voce quel no alle Olimpiadi che viene soprattutto da M5s.

Dopo 35 minuti la delegazione Coni decide che ne ha avuto abbastanza, considera la mezzora abbondante una “buca” istituzionale ricevuta dal sindaco, gira i tacchi e se ne va.

La vicenda delle Olimpiadi a Roma si arricchisce, si fa per dire, così di uno sgradevolissimo episodio. Minaccia di non essere l’ultimo. Sono le 15,30, l’ora in cui la sindaca Raggi aveva promesso di “dire tutto alla stampa”. Ma in realtà anche qui all’ora fissata la sindaca non si vede. L’unica cosa che si sa per certo, in maniera al tempo stesso clandestina e ufficiale, è quanto c’è scritto nel comunicato M5s che recita: “Coerentemente alla nostra impostazione non ci sono le condizioni per le olimpiadi 2024 a Roma…”.

La Raggi ha poi annunciato il suo no alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024 e ha smentito di aver ritardato di oltre 35 minuti all’incontro col Coni:

“Ho avuto un contrattempo e avevo qualche minuto di ritardo, mentre entravo nel palazzo il presidente Malagò ha preferito andare via, il tempo c’era e non erano 40 minuti ritardo”.

La replica di Malagò non si è fatta attendere e all’Ansa ha rilasciato la sua versione dei fatti:

“Siamo entrati alle 14:23 in Campidoglio e ci hanno fatto accomodare nel salottino della sindaca. Attorno alle 15 ho chiesto per la seconda volta notizie della sindaca e mi è stato riferito che stava arrivando, aveva un incontro istituzionale con il ministro Delrio. Alle 15:07 abbiamo detto che magari se ci vuole parlare, ci dedica più attenzione e rispetto nei confronti del mondo che rappresentiamo”.

Poi commentando le motivazioni del no alle Olimpiadi da parte del sindaco di Roma, relative ai costi che l’organizzazione avrebbe per la città, il presidente del Coni ha detto:

“Mi dispiace che il sindaco Raggi non ricordi, e non voglio pensare che l’abbia fatto in malafede, che Roma si è candidata solo dopo che il Cio ha cambiato le regole delle candidature, con la riduzione dei costi”.

Malagò ha poi aggiunto che le dichiarazioni del sindaco Raggi sul debito delle Olimpiadi del 1960 sono falsità:

“Sul debito delle Olimpiadi ’60 sono state dette falsità, bugie per populismo. Ho sentito parlare di 2 miliardi di debito: quando la cifra uscì, settimane fa, interpellai il commissario al debito del Comune. Conservo agli atti la sua mail: era il debito commerciale complessivo, gli espropri di Roma ’60 erano solo una minima parte”.