TAG: 200 euro per tutti, aumento stipendi, gabbie salariali, lega nord, ministro sacconi, paolo ferrero, prc, rifondazione comunista, umberto bossi
Il segretario del Prc, Paolo Ferrero, non solo è contro il ripristino delle gabbie salariali, ma vuole un aumento per tutti. Che poi “tutti” voglia dire che ne sono esclusi i dipendenti senza contratto regolare, non tutelati dallo statuto dei lavoratori né iscritti al sindacato, conta poco. Di fronte all’estremismo della proposta della Lega, una reazione altrettanto netta e estremista ci voleva.
Se si legge la dichiarazione di Ferrero controluce, ci si trova il riferimento a uno degli ostacoli principali dello sviluppo italiano, la scarsa capacità di spesa delle classi alla base della piramide sociale.
La ricetta di Ferrero, al di là della provocazione, tocca quindi il cuore del problema: o si aumentano gli stipendi o si riducono le tasse. In ogni caso è un fatto che può riguardare solo chi è già inserito nel mondo del lavoro con un regolare contratto, che poi vuole dire la maggioranza dei dipendenti italiani. Chi lavora in “nero” non ha, se non altro, problemi di tasse.
Ha dichirato Ferrero: «La discussione sulle differenziazioni dei salari che il governo continua a alimentare, oggi con il ministro Sacconi, serve in realtà soltanto a abbassare il livello medio dei salari stessi. La vera questione non è introdurre differenziazioni, che servono solo a mettere i lavoratori gli uni contro gli altri: la questione è aumentare i salari in modo generalizzato di 200 euro al mese, da introdurre in busta paga sia attraverso detrazione fiscali sia con maggiori erogazioni».
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