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Paolo Gentiloni: “Lavoriamo per abbassare la pressione fiscale”

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Paolo Gentiloni (foto Ansa)

Paolo Gentiloni (foto Ansa)

CERNOBBIO, COMO – “Lavoriamo per abbassare la pressione fiscale e favorire la crescita”. Il premier Paolo Gentiloni è intervenuto al Forum della Confcommercio rilanciando il tema del fisco e della crescita. “Bisogna – ha aggiunto – ricostruire un clima di fiducia nel Paese. In questo momento l’urgenza è proprio la fiducia che ci può consentire di far lievitare la crescita. L’azione del governo in questa fase ha innanzitutto l’obiettivo di garantire la stabilità, mettere in sicurezza e completare le riforme avviate in questi anni e consolidare i risultati positivi ottenuti”.

Solo aumentando la domanda interna riusciremo a garantire una ripresa massiccia della nostra economia, solo così si esce definitivamente dalla crisi e l’italia riparte davvero – ha detto – come ci arriviamo a questo obiettivo? con misure economiche che proseguono il percorso di riduzione della pressione fiscale avviato in questi tre anni. Lo dico per chi è preoccupato per le prossime misure del governo: noi – ha spiegato Gentiloni – continueremo a lavorare per la riduzione della pressione fiscale, lo faremo in primavera e in autunno, forse in autunno sarà un po’ più difficile che in primavera ma lo faremo con le mostre misure. Proseguiremo in questo percorso – ha aggiunto – decisivo per dare impulso ai segnali di crescita”.

“Abbiamo davanti un momento difficile e ci vuole sano realismo e la volontà di capire che questo è il momento per l’Europa di essere unita, anche nella vicenda del negoziato con il Regno Unito, e di essere realista: un’Europa che ci irrigidisce sui decimali non è all’altezza delle sfide che abbiamo davanti e sono sfide difficili”, ha dichiarato Gentiloni. “Ci vuole realismo affinché la ripresa in atto non sia soffocata ma incoraggiata, abbiamo bisogno di tempo per dare a questa ripresa il ritmo che è necessario”. Per il premier “mai come oggi si guarda alla Ue come partner commerciale con cui allacciare relazioni, un modello, una meta. Quanti Paesi vorrebbero entrare nella nostra Unione”.

Il decreto sulla sicurezza recentemente emanato dal ministro Marco Minniti non ha profili illiberali come qualcuno ha detto. Ne è convinto il premier che, nel corso del suo intervento di fronte alla platea del Forum di Confcommercio ha spiegato: “Non è così, non sarebbe stato approvato da questo governo o firmato dal presidente della Repubblica. Sono misure che ampliano i poteri dei sindaci per impedire che i comportamenti di singoli e gruppi” mettano a ferro e fuoco le città. “Abbiamo il diritto di avere un Paese in cui le città sono luoghi in cui ci si sente protetti”.

“Oggi confermo, e si vedrà con l’approvazione del Def, che l’impegno per il terremoto è una priorità assoluta e l’affronteremo con l’impegno e le risorse necessarie”, ha sottolineato Gentiloni nel giorno in cui le popolazioni terremotate hanno inscenato una protesta sulla Salaria ad Arquata.

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