Blitz quotidiano
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Papa Francesco chiede amnistia ai governi di tutto il mondo, demagogia senza frontiere

ROMA – Papa Francesco vuole amnistia o indulto, scegliete voi dice ai governanti del mondo, invocando “un atto di clemenza” per i carcerati. “In modo speciale, sottopongo alla considerazione delle competenti autorità civili – ha detto Papa Francesco dopo l’Angelus della domenica 6 novembre 2016- la possibilità di compiere, in questo Anno Santo della Misericordia, un atto di clemenza verso quei carcerati che si riterranno idonei a beneficiare di tale provvedimento”.

“In occasione dell’odierno Giubileo dei carcerati, vorrei rivolgere un appello in favore del miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri in tutto il mondo, affinché sia rispettata pienamente la dignità umana dei detenuti. Inoltre, desidero ribadire l’importanza di riflettere sulla necessità di una giustizia penale che non sia esclusivamente punitiva, ma aperta alla speranza e alla prospettiva di reinserire il reo nella società. In modo speciale, sottopongo alla considerazione delle competenti autorità civili di ogni Paese la possibilità di compiere, in questo Anno Santo della Misericordia, un atto di clemenza – è il preciso appello del pontefice – verso quei carcerati che si riterranno idonei a beneficiare di tale provvedimento”.

“A volte, una certa ipocrisia spinge a vedere in voi solo delle persone che hanno sbagliato, per le quali l’unica via è quella del carcere. Non si pensa alla possibilità di cambiare vita, c’è poca fiducia nella riabilitazione. Ma in questo modo si dimentica che tutti siamo peccatori e, spesso, siamo anche prigionieri senza rendercene conto”. Lo ha detto il Papa nell’omelia della messa celebrata nella mattinata di domenica 6 novembre nella basilica vaticana per il Giubileo dei detenuti.

Secondo Papa Francesco è chiusa in cella anche la persona che ha pregiudizi o falsi idoli. “Quando si rimane chiusi – ha detto il Papa – nei propri pregiudizi, o si è schiavi degli idoli di un falso benessere, quando ci si muove dentro schemi ideologici o si assolutizzano leggi di mercato che schiacciano le persone, in realtà non si fa altro che stare tra le strette pareti della cella dell’individualismo e dell’autosufficienza, privati della verità che genera la libertà”.

“Puntare il dito contro qualcuno che ha sbagliato  – è il pensiero del Papa – non può diventare un alibi per nascondere le proprie contraddizioni. Sappiamo infatti che nessuno davanti a Dio può considerarsi giusto”.

“Ma nessuno – ha proseguito Papa Francesco – può vivere senza la certezza di trovare il perdono!”. Rivolto ai detenuti ha sottolineato: “Nessuno di voi, pertanto, si rinchiuda nel passato! Certo, la storia passata, anche se lo volessimo, non può essere riscritta. Ma la storia che inizia oggi, e che guarda al futuro, è ancora tutta da scrivere, con la grazia di Dio e con la vostra personale responsabilità. Imparando dagli sbagli del passato, si può aprire un nuovo capitolo della vita. Non cadiamo nella tentazione di pensare di non poter essere perdonati”.