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Pd, Salvatore Madonna indagato per i “candidati a loro insaputa”

Pd, Salvatore Madonna indagato per i "candidati a loro insaputa"

ROMA –  Un avviso di garanzia è stato notificato dalla Guardia di Finanza al consigliere comunale del Pd di Napoli, Salvatore Madonna, nell’ambito dell’inchiesta su candidati a loro insaputa alle ultime elezioni comunali. Nei confronti del consigliere, che era stato iscritto nel registro degli indagati nei giorni scorsi, è ipotizzato il reato di violazione della legge elettorale.

L’esponente del Pd è stato convocato dai magistrati per rendere interrogatorio. Madonna avrebbe vistato le firme di tutti i nove candidati ”a loro insaputa” di Napoli Vale, una delle liste civiche a sostegno di Valeria Valente, candidata a sindaco del centrosinistra.

Le autentificazioni delle nove firme avvennero tutte il 6 maggio, ovvero il giorno prima che scadessero i termini per la presentazione. Gli inquirenti stanno esaminando tutti gli atti acquisiti nei giorni scorsi negli uffici elettorali del Comune dagli investigatori della Guardia di Finanza della sezione di polizia giudiziaria della procura, guidati dal colonnello Luigi Del Vecchio.

Finora gli unici casi di irregolarità accertati sono quelli relativi alle candidature della lista associata al nome della Valente, mentre sarebbero stati esclusi illeciti, ipotizzati nei giorni scorsi, riguardanti un candidato di Pensionati d’Europa, che appoggiava Gianni Lettieri del centrodestra, e uno della lista che faceva riferimento a Marcello Taglialatela, di Fratelli d’Italia.

Un primo indagato, dunque, a conclusione di questa prima fase dell’indagine che fu aperta in seguito alla segnalazione di una giovane disabile che aveva appreso di essere stata candidata solo quando, pochi giorni fa, le fu notificata la richiesta della Corte di Appello di presentare – come è tenuto a fare ogni candidato – la rendicontazione di eventuali spese sostenute per la campagna elettorale.

Gli inquirenti stanno cercando di mettere a fuoco la finalità dei presunti illeciti. Escludendo un ”ritorno” economico (non sono previsti contributi infatti in base al numero dei candidati inseriti in lista), restano sul tappeto tre opzioni: l’obiettivo di far apparire, attraverso la creazione di liste civiche, più consistente del reale il ”peso politico” dello schieramento; l’intento di qualche esponente del partito incaricato di approntare le liste di mostrarsi particolarmente solerte ed efficiente con la presentazione di un numero di candidati maggiore di quanto fosse in grado di cooptare; il rispetto delle quote rosa.

Una chiave di lettura, quest’ultima, proposta oggi in una dichiarazione dal coordinatore di Forza Italia Fulvio Martusciello. Ed in effetti le nove candidature ”a loro insaputa” sarebbero costituite in maggioranza da donne.

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