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Pensioni: contributo solidarietà promosso dalla Corte Costituzionale

ROMA – Contributo di solidarietà sulle pensioni più alte: la Corte costituzionale ha respinto le varie questioni di costituzionalità relative al provvedimento. Il prelievo, che scade nel dicembre 2016, riguarda le pensioni sopra i 91mila euro ed è stato quindi ritenuto legittimo dai giudici.

La Corte Costituzionale, nel valutare le norme sul contributo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d’oro, ne ha escluso la natura tributaria, ritenendo che si tratti di un contributo di solidarietà interno al circuito previdenziale, giustificato in via del tutto eccezionale dalla crisi contingente e grave del sistema. La Corte ha anche ritenuto che tale contributo rispetti il principio di progressività e, pur comportando innegabilmente un sacrificio sui pensionati colpiti, sia comunque sostenibile in quanto applicato solo sulle pensioni più elevate, da 14 a oltre 30 volte superiori alle pensioni minime. Lo comunica la Corte.

“La Corte costituzionale ha respinto le varie questioni di costituzionalità relative al contributo, che scade nel dicembre 2016, sulle pensioni di importo più elevato, escludendone la natura tributaria e ritenendo che si tratti di un contributo di solidarietà interno al circuito previdenziale, giustificato in via del tutto eccezionale dalla crisi contingente e grave del sistema”.    “La Corte ha anche ritenuto che tale contributo rispetti il principio di progressività e, pur comportando innegabilmente un sacrificio sui pensionati colpiti, sia comunque sostenibile in quanto applicato solo sulle pensioni più elevate, da 14 a oltre 30 volte superiori alle pensioni minime”. Questo il testo del comunicato della Corte Costituzionale sul contributo di solidarietà sulle pensioni alte.

Non è la prima volta che una misura di questo tipo finisce di fronte alla Corte Costituzionale. Già il governo Berlusconi aveva varato una norma, confermata dal governo Monti, che prevedeva un prelievo di perequazione tra il 5 e il 15% sulle pensioni sopra i 90.000 euro lordi annui. Anche questa legge fu sottoposta ai giudici costituzionali, che nel giugno 2013 la dichiararono illegittima per due motivi: il fatto che il contributo toccasse solo una categoria, i pensionati; e la natura tributaria del prelievo. Relatore della sentenza fu Giuseppe Tesauro.

Nel 2013 il governo Letta con una misura nella legge di stabilità ha riproposto, con alcune modifiche, un prelievo di solidarietà triennale a partire dalle pensioni superiori a 14 volte il minimo Inps. La trattenuta è progressiva: 6% per gli importi da 91.343 a 130.358,8 euro lordi annui; 12% per gli assegni da 130.358,81 a 195.538,20 euro; 18% da 195.538,21 euro in su.

La Consulta ha esaminato ben sei ordinanze contro questa disposizione, provenienti dalle sezioni della Corte dei Conti di Veneto, Calabria, Umbria, Campania. Dietro i ricorsi ci sono ex professori universitari, ufficiali delle forze armate, dirigenti dello Stato, dirigenti di enti pubblici o privati, avvocati dello Stato e tanti magistrati.