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Pensioni parlamentari: taglio bocciato alla Camera, ancora una volta

ROMA – Ancora niente tagli alla pensione dei parlamentari. Nella giornata di venerdì, quasi di nascosto, la Camera ha infatti bocciato un emendamento alla riforma costituzionale proposto dal deputato di Scelta Civica Andrea Mazziotti. Respinto con 366 voti contrari, il testo avrebbe consentito di intervenire, con effetto retroattivo, per rideterminare secondo criteri di equità anche l’assegno pensionistico degli ex parlamentari, compresi quindi quelli che già percepiscono il vitalizio.

Oltre a Scelta Civica, soltanto Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia si sono espressi a favore dell’emendamento, che alla fine si è fermato ad appena 98 voti. “In questo momento di riforma del sistema, l’approvazione di questo emendamento sarebbe stato un segnale importante. Purtroppo ha prevalso la scarsa voglia dei singoli partiti di affrontare lo schieramento trasversale dei vitalizi e dei privilegi che ha rappresentanti un po’ ovunque”, ha spiegato Mazziotti.

Nella notizia riportata dal Fatto Quotidiano si legge che

Quello dei vitalizi degli ex parlamentari è un salasso da 230 milioni di euro l’anno, che grava sulle tasche dei cittadini. Una lunga lista di 2.450 “fortunati” che ogni mese intascano, tra ex deputati ed ex senatori, assegni che i comuni mortali possono solo sognare. “Un voto che testimonia, ancora una volta, l’incapacità di questo Parlamento di dare un segno di umiltà”, commenta Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che ha sostenuto l’emendamento Mazziotti. “Un voto che fa il paio con la legge che porta il mio nome per tagliare le pensioni d’oro e che è stata praticamente ammazzata – prosegue l’ex ministro della Gioventù – quando si tratta di colpire le pensioni da 1.400 euro sono tutti d’accordo, quando invece si tratta di colpire i privilegi ci si vergogna un po’”.


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