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Pensioni parlamentari via la metà, l’attacco di Boeri

ROMA – Così come sono le pensioni dei parlamentari sono insostenibili. Vanno  dimezzate perché, dice il presidente dell’Inps Tito Boeri, al momento sono il doppio di quanto sarebbe giustificato alla luce dei contributi versati. Boeri ne ha parlato in una audizione alla Commissione affari costituzionali della Camera sui vitalizi spiegando che vi sono diverse gestioni speciali dell’Inps in cui le pensioni effettivamente erogate sono significativamente superiori a quelle pagate coi contributi versati ma “in nessun caso il divario è così accentuato come nel caso dei vitalizi dei parlamentari”.

Secondo Boeri sarebbe auspicabile una riforma dell’istituto dei vitalizi che li assimili in tutto e per tutto ai trattamenti riservati agli altri lavoratori, intervento preferibile anche sul piano della semplificazione gestionale.

Boeri ha riportato le proposte dell’Istituto presentate a giugno scorso al Governo per una revisione dell’istituto dei vitalizi in parallelo a interventi su circa 350.000 trattamenti in essere di pensionati che non provengono da carriere elettive. Il rapporto “Non per cassa, ma per equità” – ha spiegato – “contiene un dispositivo normativo in grado di operare un ricalcolo dei trattamenti in essere sulla falsariga di quanto previsto per gli altri lavoratori. Data l’assenza soprattutto in passato di requisiti contributivi stringenti per ricevere questi trattamenti, (anche un solo giorno di carica elettiva poteva dar diritto al vitalizio) si propone di procedere a un vero e proprio ricalcolo delle pensioni secondo il metodo contributivo oggi applicato a tutti i nuovi lavoratori. In particolare, ai titolari di vitalizi elevati viene chiesto di convergere al trattamento che avrebbero avuto applicando le regole del sistema contributivo ai versamenti per i loro vitalizi. La convergenza alla pensione ricalcolata viene ottenuta con le stesse modalità previste dal rapporto per i titolari di altre pensioni: immediata per chi ha vitalizi (inclusi i trattamenti pensionistici) superiori ai 5.000 euro lordi al mese e graduale, con cristallizzazione, per chi ha redditi pensionistici (la somma di vitalizi ed eventuali ulteriori trattamenti pensionistici) fra i 3.500 e i 5.000 euro al mese. Il fatto che le soglie di cui sopra siano stabilite con riferimento all’insieme dei redditi pensionistici (vitalizi e non) – conclude – sembra meglio corrispondere ai principi di ragionevolezza invocati dalla Consulta”.

Boeri infine in audizione ha presentato i risparmi legati ai provvedimenti di “Non per cassa, ma per equità”.  “I risparmi – ha detto –  sono nell’ordine di 60 milioni l’anno. Anche queste stime non prendono in considerazione i vitalizi originati da carriere contributive nei Consigli Regionali. Considerando anche questi, i risparmi presumibilmente salirebbero oltre i 100 milioni all’anno”.

Per gli ex parlamentari, ha aggiunto Boeri, sono in pagamento 2.600 vitalizi per una spesa di 193 milioni nel 2016, circa 150 milioni superiore rispetto ai contributi versati. “Applicando – dice – le regole del sistema contributivo oggi in vigore per tutti gli altri lavoratori all’intera carriera contributiva dei parlamentari, la spesa per vitalizi si ridurrebbe del 40%, scendendo a 118 milioni, con un risparmio, dunque, di circa 76 milioni di euro l’anno (760 milioni nei prossimi 10 anni)”. .