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Pensioni, Renzi: “Più soldi alle minime. E sblocchiamo i contratti pubblici”

ROMA – “Più soldi alle pensioni minime. Uscire prima dal lavoro costerà pochissimo. E adegueremo i salari dei contratti pubblici”. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ospite di “Porta a Porta”, ipotizza nella legge di stabilità di questo autunno una sorta di quattordicesima per chi prende meno di 750 euro di pensione e un aiuto a chi vuole lasciare prima il lavoro. Si impegna anche a sbloccare i contratti pubblici, e annuncia novità per la scuola: “Continuerà il bonus per gli insegnanti”.

Durante la registrazione della puntata di Porta a Porta in onda martedì 6 settembre Renzi ha annunciato due misure sulle pensioni: “Una per dare un po’ più una mano alla pensione minima. C’è una misura del governo Prodi che era una sorta di quattordicesima per chi prende meno di 750 euro. Non è di 80 euro, ma di circa 50 euro al mese. Noi pensiamo di orientarci più su una misura del genere”. L’altra misura sulla pensioni prevede “di dare una mano a chi vuole uscire prima” dal lavoro: “Tutti quelli che si trovano a tre anni dalla pensione possono decidere autonomamente di andarsene, se rinunciano a una piccola somma, che dipende da caso per caso. Ad esempio se uno prende 1.500 euro al mese, se accetta di andare con 1.470 euro, può andare via prima”.

CONTRATTI PUBBLICI –  “Da sette anni i dipendenti pubblici hanno il contratto bloccato. Lavoriamo perché nella legge di Stabilità sia sbloccato il loro adeguamento salariale”, ha detto il premier Renzi durante la trasmissione di Bruno Vespa. “Siamo per l’adeguamento salariale e per il rinnovo contrattuale” per i dipendenti pubblici. “Bisogna legarlo anche a incentivi di merito, come per i dirigenti. Questo richiede un cambio di mentalità molto complicato ma ci stiamo arrivando”, ha aggiunto.

SCUOLA – Buone notizie per gli insegnanti. “Il bonus scuola per insegnanti e professori sarà rinnovato: un piccolo contributo per formarsi. Se fai l’insegnante è giusto che lo Stato riconosca la tua funzione”, ha annunciato il presidente del Consiglio parlando della prossima legge di bilancio.

PARTITE IVA –  Per quanto riguarda le Partite Iva, Renzi ha anticipato che “nella legge di Stabilità verranno tagliati i contributi per le Partite Iva non iscritte agli ordini, una platea di 500 mila persone. Il taglio porterà per le Partite Iva circa 1.000 euro di risparmi”.

CONTI PUBBLICI –  Ottimista come sempre sui conti pubblici: “Nel rapporto tra deficit e Pil più o meno resteremo sul 2,3%-2,4%. Non sforeremo il 3%. E’ un fatto di credibilità e reputazione. Bisogna cambiare le politiche economiche e lo stiamo facendo, ma anche dire che è buonsenso che non ci si può più indebitare, non dobbiamo spendere i soldi dei nostri figli e nipoti perché non sarebbe serio”, ha detto il premier a “Porta a Porta”. “La Spagna cresce del 3%. Ma ha un deficit del 5%, che in Italia varrebbe circa 50 miliardi. Dessero a me 50 miliardi da dare ai cittadini o da ridurre le tasse, anche io avrei una crescita del 3%. Ma il problema è che quelli prima di noi hanno mangiato al ristorante e hanno lasciato da pagare. Per questo abbiamo il debito. E io non lo lascio da pagare a figli e nipoti”, ha attaccato Renzi.

MPS – Tornando sul capo Monte dei Paschi di Siena, il presidente del Consiglio ha parlato di un probabile aumento di capitale: “Credo che ci sarà l‘aumento del capitale. Ci sono le condizioni perché si faccia e lo si faccia presto e con successo. Io non do consigli per gli acquisti. A “Porta a Porta” dissi che se un soggetto avesse voluto prendere Monte dei Paschi di Siena, avrebbe potuto farlo a condizioni ottime. E lo confermo oggi. Il Mps a mio giudizio, non ha soltanto un passato, ha un futuro”, ha aggiunto Renzi. “Noi siamo convinti che Mps possa reggere l’aumento di capitale. Io non ho dato consigli ai piccoli risparmiatori, mi riferivo all’acquisizione da parte di gruppi. Io credo che ci sarà l’aumento di capitale perché credo che ci siano le condizioni per farlo e farlo presto. Entro l’anno, secondo me. E questo consentirà a Mps di avere un futuro”. Dubbi su quando sarà: “Se nel mese di ottobre non tocca a me dirlo, toccherà al board del Monte dei Paschi”, ha risposto.

REFERENDUM –  Sulle dimissioni nel caso di vittoria del “No” al referendum costituzionale, continua il dietrofront di Renzi: “Non ci ho ripensato. Ma siccome in tanti mi hanno detto che non dovevo personalizzare il referendum, ho detto solo che non parlo più del mio futuro. C’è tanta gente che si preoccupa del futuro dell’Italia. Questo referendum non riguarda il futuro di una singola persona, ma il fatto che si possano ridurre delle poltrone, che solo la Camera darà la fiducia al governo e che si interverrà sulle regioni”.

E poi, entrando nel merito delle riforme: “Alle Regioni una riforma costituzionale del 2001, primo firmatario D’Alema, ha dato dei poteri, su turismo, rifiuti. Questi poteri li hanno trasformati in organismi molto forti. Le regioni sono state una sciagura in questi anni nella gestione di alcune partite, in altre sono state bravissime. Io dico meno poteri alle Regioni e meno stipendi, più potere ai cittadini”. La riforma, ha aggiunto, “non riduce gli spazi di democrazia. Il Senato diventa il luogo in cui le amministrazioni locali discutono dei provvedimenti che riguardano loro ma non hanno un ruolo come adesso col ping pong parlamentare delle leggi”, ha concluso. E infine, sui poteri del presidente del Consiglio: “Nessun articolo della Riforma cambia i poteri del presidente del Consiglio”.