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Pippo Civati vuole Tampon Tax: “Meno Iva sugli assorbenti”

ROMA – Meno tasse per tutte. O per quasi tutte. Nello specifico tutte le donne che hanno bisogno, per 4-5 giorni al mese di indossare un assorbente. Pippo Civati va alla battaglia del tampax e chiede una cosa semplice: che sugli assorbenti si paghino meno tasse, che l’Iva sia più bassa.

La battaglia è certamente curiosa e in rete soprattutto della questione si sorride e non poco. Ma la questione, in verità, un suo senso ce l’ha. In Italia, infatti, l’Iva sugli assorbenti è del 22%. La stessa che si paga, per esempio, su dispositivi elettronici come i tablet. Con un piccolo particolare: che gli assorbenti sono indispensabili e tutte le donne sono costrette ad acquistarli per 35-40 anni della loro vita.

Così, come racconta La Stampa i deputati di  Possibile, il partito nato dalla fuoriuscita di Civati dal Pd hanno deciso di iniziare la loro battaglia politica dall’abbassamento della “Tampon Tax”.  A presentare la proposta, oltre allo stesso Civati, anche Beatrice Brignone, Luca Pastorini e Andrea Maestri.  Cosa chiedono i deputati di Possibile lo riporta proprio La Stampa:

«Chiediamo che questo tipo di prodotti igienico-sanitari femminili – spiegano i deputati di Possibile – siano considerati per ciò che sono, e cioè beni essenziali e che conseguentemente anche la tassazione sia ridotta al 4%». Già in altri paesi, del resto, su questo tipo di prodotti viene applicata un’aliquota ridotta. L’igiene femminile, spiega Brignone, «è anche una questione politica sociale e sanitaria di cui ogni Governo deve riconoscerne l’importanza». Ridurre la tassazione d’imposta sul valore aggiunto degli assorbenti igienici, conclude la deputata, «è un primo passo verso nuove e avanzate politiche sociali».