Politica Italia

Polizia nei capoluoghi, carabinieri in provincia: idea di Minniti non piace a tutti

Polizia nei capoluoghi, carabinieri in provincia: idea di Minniti per la ripartizione delle forze dell'ordine

Polizia nei capoluoghi, carabinieri in provincia: idea di Minniti non piace a tutti (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Polizia nei capoluoghi, carabinieri in Provincia. La direttiva del ministro dell’Interno Marco Minniti sulla ripartizione territoriale delle forze dell’ordine sta suscitando polemiche tra i rappresentanti dei militari dell’Arma, che rischiano di essere inviati in paesini di frontiera.

Spiega Silvio Gentile su Il Messaggero:

come si legge nela nota diffusa dal Viminale, il documento «sulla base di parametri oggettivi connessi alle condizioni socio-economiche, infrastrutturali, della criminalità comune ed organizzata, rilevabili in ogni singolo contesto» indica i «criteri per razionalizzare la dislocazione dei presidi delle Forze di polizia con l’obiettivo di assicurare una presenza coordinata che privilegia l’impiego della Polizia di Stato nei comuni capoluogo e dell’Arma dei Carabinieri nel restante territorio». Sebbene non sia ancora arrivata una protesta ufficiale dalle rappresentanze del Cocer dei Carabinieri, che aspettano di leggere il documento integrale, è già montato il malumore. Anche tra i poliziotti, però, sono in molti a guardare con preoccupazione il testo: «Siamo già passati da 108 mila agenti a quasi 95 mila in pochi anni – spiega Daniele Tissone del sindacato di polizia Silp Cgil – c’è un piano preciso per tagliare buona parte dei presidi di polizia».

Da qui a fine anno il progetto di revisione del ministero degli Interni prevede la chiusura di 50 posti di polizia, anche di specialità (postale e stradale soprattutto): «Faccio notare – dice ancora Tissone – che se non accade qualcosa, se non c’è un investimento nel settore, nei prossimi 14 anni andrà in pensione il 40% dei poliziotti». Altro punto rilevante della direttiva è la riorganizzazione del Numero unico di emergenza 112, anche dopo le recenti polemiche. Una revisione, si legge sempre nella nota del Viminale, che sarà fondata «su criteri più evoluti volti ad assicurare il pieno e reciproco scambio informativo, anche attraverso l’attivo coinvolgimento delle polizie locali, che realizzino così un «sistema integrato di sicurezza».

To Top