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Pontida, 22 aprile: centri sociali di Napoli sul luogo sacro della Lega

Pontida, 22 aprile: centri sociali di Napoli sul luogo sacro della Lega

Pontida, 22 aprile: centri sociali di Napoli sul luogo sacro della Lega

BERGAMO – Terroni sul “sacro suolo” di Pontida: è la vendetta dei centri sociali contro la contestatissima visita di Matteo Salvini a Napoli. Il leader del Carroccio ha fatto sapere di voler tornare nel capoluogo partenopeo e gli antagonisti lo vanno a trovare a casa sua. Proprio lì, su quel prato poco distante dalla Abbazia di San Giacomo dove si tenne il giuramento della Lega Lombarda storica e che dal 1990 accoglie gli annuali raduni della Lega Nord, il centro sociale Insurgencia di Napoli ha chiamato a raccolta i militanti di tutta Italia. Appuntamento al prossimo 22 aprile per “liberare la cittadina padana dallo stigma razzista che da quasi 30 anni le pesa sulla testa”.

La manifestazione, con tanto di corteo e concerto, ha già fatto registrare le adesioni di noti personaggi della cultura. Un gruppo di scrittori ha lanciato l’appello “Scrittori terroni uniti – C’è del popolo in questo Paese”: tra i primi firmatari, e tra coloro che hanno annunciato la loro partecipazione e il loro sostegno, figurano anche Maurizio De Giovanni, autore de “I bastardi di Pizzofalcone”, lo scrittore napoletano Luca Delgado, il regista e autore Geatano Di Vaio, Pino Imperatore autore tra gli altri di “Benvenuti in casa Esposito”, il regista e drammaturgo Giovanni Meola, l’attore teatrale Claudio Finelli responsabile cultura dell’Arci Gay napoletana. “C’è del popolo in questo Paese. Un popolo che non ha bisogno di una carta d’identità per riconoscersi come appartenente alla stessa comunità”, si legge nell’appello della manifestazione.

“Un popolo che non ha bisogno di una competizione sportiva per individuare un nemico comune. Un popolo che dice no alla Tav, no a Trump e a Salvini, no alla Tap, no a Grandi Navi Venezia, no a quella globalizzazione che genera differenze e incentiva inimicizie e che ha costruito muri anziché abbatterli come avrebbe potuto e dovuto”, proseguono gli scrittori che invitano tutti a partecipare.

“A Pontida, 30 anni fa, – si legge ancora – si è piantato il seme del razzismo, e ed è lì che si dovrà andare per eliminarlo, per azzerare gli orologi e cominciare a ricalcolare un nuovo tempo, per Pontida e per il Paese”. L’iniziativa degli scrittori si unisce alla mobilitazione degli artisti che suoneranno a Pontida al termine della manifestazione la cui preparazione prosegue in queste settimane anche al Nord con comitati promotori nati a Milano, Bergamo, Venezia, Padova, Vicenza, Parma, Alessandria, Trento, Ancona, Jesi, Senigallia oltre al comitato promotore di Napoli e della altre città della Campania come Caserta e Benevento.

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