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Prescrizione, accordo in Commissione. Ma Alfano frena

ROMA – Prescrizione, accordo in Commissione. Ma il ministro Angelino Alfano frena: “Troppi eccessi”. Nel braccio di ferro ingaggiato da giorni tra Pd e Ncd per decidere da quale testo partire per riformare la prescrizione, alla fine l’ha spuntata il Pd, grazie anche al presidente del Senato Pietro Grasso che sul punto è stato irremovibile. “Non si può ignorare il lavoro fatto dall’altro ramo del Parlamento”, aveva detto qualche giorno fa. Posizione confermata in questi giorni: “Siccome la Camera si è già pronunciata sulla prescrizione non si può far finta di nulla e ripartire da un testo del governo”, superato nei fatti, come se nulla fosse.

Così nell’incontro di maggioranza (a cui erano presenti anche i verdiniani di Ala) i rappresentanti di Ap-Ncd obtorto collo fanno un passo indietro anche se Alfano boccia categoricamente il testo, chiedendo di tornare a quello del governo, e annunciando, di fatto battaglia per l’Aula. Ma se i centristi vorranno cancellare dal testo l’aumento dei tempi di prescrizione per i reati di corruzione, inserito a Montecitorio con un emendamento della presidente della commissione Giustizia Donatella Ferranti, “dovranno metterci la faccia”, sottolineano i deputati Dem. Cosa che il partito del ministro dell’Interno Alfano avrebbe evitato volentieri.

Se si fosse partiti dal testo approvato dal Consiglio dei ministri, come chiede ora Alfano, il problema non ci sarebbe stato perché quel disegno di legge prevedeva solo, in caso di condanna in primo grado, lo stop di due anni dei tempi di prescrizione per consentire che si celebrasse l’appello e di un anno perché si arrivasse alla sentenza definitiva della Cassazione. Senza alcuna misura ad hoc per la corruzione. Aggiunta invece nel testo Camera.

 

Così, nel giorno in cui Renzi rivendica di aver fatto molto proprio sulla prescrizione, al Senato i relatori Felice Casson e Giuseppe Cucca (Pd) sciolgono la riserva e presentano il testo unificato su riforma del processo penale e prescrizione. Riunendo di fatto due provvedimenti licenziati a Montecitorio: la riforma del processo penale e il ddl di revisione della prescrizione. Ma i tempi d’esame si annunciano comunque non brevi: “Per esaminare un provvedimento così complesso ci vorrà almeno un anno e mezzo…”, assicura il presidente della commissione Nico D’Ascola.