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Primarie destra, spiraglio Berlusconi: ma Roma resta un caos

ROMA – Primarie destra, spiraglio Berlusconi: ma Roma resta un caos. L’impasse del centrodestra per scegliere il candidato sindaco, il gioco dei veti incrociati tra Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Nord, potrebbe avviarsi a una soluzione condivisa facendo decidere gli elettori attraverso le primarie. Finora sempre respinte da Berlusconi che insiste sul nome di Guido Bertolaso: “Confermo e assicuro che Bertolaso è il candidato a sindaco per Roma, lui è il migliore per togliere la città dal degrado. Non solo è candidato ma è l’unico candidato che può diventare sindaco”, ha dichiarato in collegamento telefonico con Virus su Raidue.

Muro contro muro quindi con il refrattario Salvini che non vuole proprio Bertolaso ed esige le primarie? Una breccia è giunta sempre da Berlusconi nella stessa trasmissione: “Chiamate Bertolaso allora: o è disponibile a fare un passo indietro, oppure un passo avanti partecipando ad una consultazione. Io non ho nulla in contrario”, ha aggiunto l’ex presidente del Consiglio.

Più che una strada, un “viottolo” come ebbe a dire in altra occasione l’ex leader di centrodestra Fini. Perché Bertolaso si è sempre detto contrario a sottoporsi alle primarie. Perché se si fanno le primarie a Roma vanno fatte in tutte le altre città (esclusa Milano) eccepisce Meloni.

Perché Salvini continua a sparare a zero sul candidato, confidando senza troppo darlo a vedere in un clamoroso ripescaggio di Alfio Marchini: “Siamo qui per vincere a Roma, avere candidati che perdono non mi appassiona”, mette in chiaro, e Guido Bertolaso, sostenuto da FI e da Fratelli d’Italia, è evidentemente un perdente, “non è la candidatura migliore alla luce di quello che ha detto” sui rom e sulla sua simpatia per Francesco Rutelli. La situazione resta dunque caotica, la soluzione noin acora a portata di mano, spiega Emilio Pucci su Il Messaggero.

L’ipotesi alla quale stanno lavorando i partiti del centrodestra è quella appunto di organizzare dei gazebo, una sorta di remake della manifestazione messa su dal Carroccio nello scorso week end. L’idea è schierare tre nomi sui quali i romani dovranno esprimersi: Bertolaso, appunto, appoggiato in questo caso da FI e Fdi, Storace e Pivetti. I partiti si sono presi altre 24 ore di tempo proprio per capire se è possibile andare verso il compromesso delle primarie ma senza Marchini, perlomeno è la condizione di Fdi e anche del Cavaliere. Lo scoglio è proprio questo: se il Carroccio si impunta sul nome dell’ingegnere romano allora salta tutto. Con Meloni a quel punto disposta a correre. E senza primarie. (Emilio Pucci, Il Messaggero)