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Primarie Pd Roma: schede bianche fantasma per gonfiare dati

ROMA – Primarie Pd Roma: schede bianche fantasma per gonfiare dati affluenza. Dopo le polemiche sulla bassa affluenza e le dichiarazioni contestatissime di Matteo Orfini “sulle truppe cammellate alle precedenti primarie”, scoppia il caso “schede bianche” nel Pd romano. Un dirigente nazionale anonimo del Pd rivela al Messaggero che “schede bianche e nulle sarebbero state virtualmente gonfiate per fare aumentare i dati sull’affluenza”.

Il comitato promotore, visto il polverone, avvia le verifiche ed emergono effettivamente degli errori di conto fatti all’indomani delle primarie: i votanti non sono più 47.317 ma 44.501, con le schede bianche che calano da 2.866 a 567 e quelle nulle da 843 a 326. Al termine del controllo viene fuori che i numeri non sono quelli annunciati il 7 marzo: per sbaglio, spiegano gli organizzatori, sono state sommate le schede bianche delle primarie nei quattro municipi a quelle per il Campidoglio ed è stata fatta una proiezione errata di dati inizialmente non comunicata dei seggi.

Crollo dell’affluenza. Risultato: i votanti sono di meno e indicano un crollo dell’affluenza ancor più marcato rispetto ai 100 mila partecipanti alle primarie del 2013, di parecchio al di sotto dei 50 mila. Soglia che secondo il candidato Roberto Morassut avrebbe fatto da spartiacque tra una affluenza sufficiente e un flop. Le polemiche infiammano la giornata politica romana, con il Movimento Cinque Stelle che attacca il commissario dem Matteo Orfini e lui che frena: “Da due giorni si parla di eventuali errori che, se ci sono, vanno corretti ma che non inficiano però il risultato politico”.

 

Anche Jacopo Jacoboni de La Stampa cita un dirigente Pd esperto di organizzazione e di calcoli elettorali che ha visto i dati e da subito ha notato il gonfiamento.

«La cifra dichiarata informalmente a caldo, di quasi 4 mila schede bianche o nulle, era visibilmente costruita a tavolino, avrebbe collocato le bianche e le nulle attorno all’8 per cento del totale. È una cosa che non si è mai vista in nessuna delle primarie a cui ho assistito, spesso contribuendo a organizzarle. Il numero di bianche o nulle si aggira fisiologicamente intorno allo 0,9, massimo all’un per cento. Quando si va a votare per le primarie, si va per votare, non per fare scheda bianca o per annullare; quello è un atteggiamento tipico delle elezioni politiche, semmai». (Jacopo Jacoboni, La Stampa)

 

 


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