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Raggi. Con il contratto assessori fuggono. Un mostro giuridico

ROMA – Raggi. Con il contratto asri fuggono. Un mostro giuridico. Prime cerimonie ufficiali per la neoeletta sindaco di Roma Virginia Raggi che oggi si insedia in Campidoglio. Questa mattina in fascia tricolore ha deposto una corona all’Altare della Patria. Subito dopo ci sarà un vero e proprio ‘tour’ tra Porta San Paolo, Fosse Ardeatine e Tempio Maggiore. Alle 18 prenderà ufficialmente posto nella sua stanza con vista sui Fori imperiali.

Ma la prima grana è già scoppiata: perché gli asri della sua giunta, almeno quelli già hanno accettato l’incarico, o fanno gli evasivi o comunque non ci pensano proprio a firmare il “contratto” 5 Stelle che li impegna a sganciare 150mila euro di multa nel caso la loro azione politica non fosse in linea con quella del direttorio e dello staff (si intende la Casaleggio & associati).

Un contratto-capestro e anche umiliante – che però non è in vigore a Torino dove la collega Chiara Appendino non si è abbassata a sottoscrivere alcunché, né lei né i suoi asri. E non va sottovalutata la reazione della burocrazia capitolina, dirigenti in testa, che ha già lanciato l’altolà, visto che il contratto grillino più che un precedente è visto come un assurdo giuridico nella contrattualistica pubblica. Un codice etico, quello grillino, che non ha riscontri né possibilità di essere esercitato realisticamente.

Al di là del capestro economico, come si fa – dicono i funzionari – ad accettare un capoverso che dice esplicitamente che “le proposte di atti di alta amministrazione e le questioni giuridicamente complesse verranno preventivamente sottoposte a parere tecnico-legale a cura dello staff coordinato dai garanti del M5S”? Significa  – dice un direttore di dipartimento – che “se dovrò fare una gara importante da diversi milioni di euro la farò uscire prima dal Comune per farla vistare alla Casaleggio associati? Ma per favore, siamo seri

Secondo Il Messaggero nei 5 Stelle è partita una riflessione, il rischio è che alla fine non si trovi un candidato decente (nel senso di professionalità e autonomia) disposto a firmare il contratto. In pubblico, al Tg1, tuttavia, il parlamentare del Movimento 5 Stelle Massimo Toninelli è stato categorico: “Lo devono firmare, devono sottostare alle regole del Movimento”.