Blitz quotidiano
powered by aruba

Raggi e il caso Marra: nomine vigili, incarico ad hoc per il fratello

ROMA – Raggi e il caso Marra: nomine vigili, incarico ad hoc per il fratello. Dopo la “frenata” dei vertici 5 Stelle sulle esternazioni della senatrice Enza Blundo sul terremoto è ancora il caso Roma che continua a tenere in fibrillazione il Movimento. L’attesa riorganizzazione delle nomine in Campidoglio e il futuro del ‘braccio destro’ della sindaca Virginia Raggi tengono infatti i 5 Stelle con il fiato sospeso. Dopo le indiscrezioni sui possibili incarichi che potrebbero essere affidati al fratello dell’attuale capo del personale del Campidoglio, il già discusso Raffaele Marra, è infatti arrivato l’altolà da Beppe Grillo.

La richiesta arrivata dai vertici pentastellati era quella di trasferire l’ex vicecapo di gabinetto della sindaca addirittura in un Municipio. Una soluzione drastica che avrebbe significato una capitolazione del sindaco di Roma che sulla permanenza di Marra al suo fianco ha fatto ormai una questione quasi di principio. La mediazione trovata potrebbe essere quella di ricollocare Raffaele Marra al dipartimento per le attività produttive e il commercio.

Un ruolo non proprio di secondo piano proprio in un momento in cui la giunta capitolina è alle prese con la direttiva Bolkestein sul commercio ambulante, una battaglia che vede schierato tutto il Movimento. Per le altre nomine di peso, invece, si prevede una possibile proroga per i vertici dell’Avvocatura, della ragioneria e del Comando dei vigili.

E qui entra in scena l’altro Marra, Renato. Considerato uno dei migliori dirigenti del corpo (è stato l’unico a essere stato premiato dal commissario Francesco Paolo Tronca lo scorso maggio) sul suo futuro si annidano diverse prospettive. Sfumata l’ipotesi che possa andare a dirigere tutti i vigili urbani, in queste ore circola l’ipotesi che per lui, considerato «tra i più operativi su strada», ci sia la possibilità di creare una nuova super struttura comprendente il Gssu e il Git. Per un totale di quasi 500 agenti. (Simone Canettieri, Il Messaggero)