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Raggi: “Giachetti nasconde il simbolo del Pd. Si vergogna”

ROMA – Raggi: “Giachetti nasconde il simbolo del Pd. Si vergogna”. Non è un’accusa nuova quella dei 5 Stelle: gli esponenti del Pd romano degli scandali di Mafia Capitale si vergognano a tal punto del simbolo di partito da occultarlo quando possibile. Lo ha ribadito Virginia Raggi a Giachetti aggiungendo però una precisazione che coinvolge la copertura mediatica di Sky della contesa elettorale. Un mal di sottopancia insidioso, nel senso delle scritte in basso sullo schermo che accompagnano i servizi filmati.

Su Facebook Raggi posta un resoconto di quanto accaduto: “L’ultima dimostrazione è arrivata ieri, durante una riunione per stabilire le regole di ingaggio al confronto Sky, in programma il prossimo 31 maggio. Sembra che dal Pd abbiano chiesto esplicitamente di non citare il Partito democratico nel sottopancia che verrà attribuito a Giachetti. È stato un ricatto vero e proprio: o così, oppure noi non ci siamo. In alternativa sembra abbiano preteso che sotto Roberto Giachetti compaia la sola dicitura “candidato del centrosinistra”, perché loro – dicono – sono una coalizione”.

Fin qui la campana di Raggi. L’altra campana non tarda a farsi sentire. Roberto Giachetti ha risposto così: “Ricordo umilmente alla Raggi che ho partecipato alle primarie della coalizione di centrosinistra e le ho vinte: io sono il candidato certamente del Pd ma anche di altre sei liste. Che nel dibattito televisivo io venga rappresentato unicamente come candidato del Pd è un’offesa verso i partiti della mia coalizione e una pretesa singolare. A questo punto dovrei chiedere di mettere sotto al nome della Raggi la scritta ‘Casaleggio Associati’. Il problema non è mettere una targhetta in televisione ma firmare un contratto in cui è prevista una penale da 150.000 euro se non ci si attiene a esso”.

Matteo Orfini, commissario Pd a Roma, cita un adagio romanesco per irridere l’avversario: “Manco le basi…”, ha scritto, alludendo al fatto che il candidato sindaco 5 Stelle non conoscerebbe nemmeno le basi della politica per distinguere tra partito e coalizione.