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Raggi. I pm: “Muraro favorì Cerroni”. Oggi l’audizione

ROMA – Raggi. I pm: “Muraro favorì Cerroni”. Oggi l’audizione. Una pezza, come si dice, alla caotica prima gestione dei 5 Stelle a Roma, Virginia Raggi l’ha messa scegliendo (condividendo la scelta con in pugnaci consiglieri capitolini del movimento) un altro magistrato, Raffaele De Dominicis, ex procuratore regionale della Corte dei Conti al posto del dimissionario Minenna quale responsabile del Bilancio.

Ma la partita più grossa, in attesa di finalmente definire tutto l’organico dello staff, è prevista oggi alla Commissione Ecomafie dove Paola Muraro, la controversa ex superconsigliera Ama e attuale asre con delega ai rifiuti, sarà ascoltata alle 17.

Potrà portare con sé un legale. Non è un dettaglio irrilevante perché nel frattempo Muraro è finita sotto inchiesta da parte della procura di Roma: ufficialmente iscritta nel registro degli indagati con le contestazioni di abuso d’ufficio e reati ambientali nell’ambito di una maxi inchiesta aperta per associazione a delinquere finalizzata alla frode nelle pubbliche forniture truffa e traffico illecito di rifiuti.

I pm sospettano che la consulente (più di un milione di euro in una decina d’anni) abbia favorito le aziende private di Manlio Cerroni, conosciuto a Roma come il ras delle discariche, a discapito degli impianti di trattamento gestiti dalla municipalizzata che negli anni ha sofferto di una operatività ridotta al 45% della capacità, rendendo necessario il conferimento dei trattamenti rifiuti agli impianti di Cerroni. Muraro invoca il complotto e l’influenza dei poteri forti che vogliono mantenere lo status quo e ha preparato un contro-dossier che depositerà in Commissione.

Secondo le ipotesi dei procuratori aggiunti Paolo Ielo e Michele Prestipino e del pm Alberto Galanti, sarebbe stata proprio la super consulente, incaricata di controllare gli scarti in ingresso, il tipo di trattamento e i rifiuti in uscita, a dirottare negli impianti del ras, che ha un budget di 150 milioni l’anno, i rifiuti da trasformare in Tmb (trattamento meccanico biologico), certificando che gli impianti Ama di Rocca Cencia e Salaria, fossero già al massimo del proprio rendimento. Di fatto avrebbero lavorato solo al 45 per cento accogliendo una quantità inferiore di materiale. Una circostanza che sarebbe andata contro gli interessi dell’azienda garantendo, invece, a Cerroni di moltiplicare ancora il suo fatturato. (Michela Allegri e Valentina Interrante, Il Messaggero)