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Raggi. Nomine e stipendi staff: lo stop di Beppe Grillo

ROMA – Raggi. Nomine e stipendi staff: lo stop di Beppe Grillo. Gli stipendi dello staff della sindaca di Roma Virginia Raggi agitano la discussione all’interno del M5S romano e nei prossimi giorni potrebbero esserci delle riduzioni dei compensi. E’ quanto emerge in queste ore, ma da giorni il tema è sui social network tra i militanti e nelle discussioni tra i 29 consiglieri della maggioranza capitolina a 5 stelle.

Intanto le nomine sono state congelate, dopo che rappresentanti del mini-direttorio che vigila sull’operato del nuovo sindaco si sono incontrati con Beppe Grillo in Sardegna: secondo Il Messaggero, nonostante smentite e alzate di spalle, è evidente che lo stop e il ripensamento sui maxi-stipendi è venuto dall’alto.

Il giorno successivo dal gruppo consigliare della Camera dei 5 stelle vengono alimentati i rumors su «un imminente taglio dei maxi compensi assegnati dalla Raggi ai nominati in Campidoglio»; ufficialmente si continua a dire che è colpa del Pd, dei giornalisti, delle scie chimiche, che non c’è nessuno spreco in Campidoglio, però poi sono i 5 Stelle stessi a far sapere che c’è una rivolta in corso nel gruppo consiliare, soprattutto contro la nomina di un attivista M5S come Salvatore Romeo, che da funzionario del Comune è stato scelto come capo della segreteria politica della Raggi, triplicandogli lo stipendio. Sotto attacco anche Andrea Mazzillo, preso per quasi 90 mila euro nello staff della sindaco, a cui si rimprovera un passato nel Pd. In ultimo – ma qui la sforbiciata sembra più complicata – resta il caso del capo di Gabinetto, la giudice Carla Raineri, che vola a 193 mila euro all’anno. (Mauro Evangelisti, Il Messaggero)

Le nomine dello staff comunicazione sono quindi rimandate alla prossima giunta, forse il 24 agosto. Resterebbe il nodo del contratto di Augusto Rubei, addetto stampa di Raggi in campagna elettorale. E a un  giorno dalla scadenza del 20 agosto per la ripulitura di Roma dall’immondizia, il tema principale è ancora quello degli stipendi dei collaboratori più stretti scelti da Raggi.

In particolare quello di Salvatore Romeo, attivista M5S e funzionario del Campidoglio promosso a dirigente a tempo determinato per fare il capo della segreteria politica, con un compenso lievitato da 40 mila a 120 mila euro. A diversi iscritti nei forum online già non erano piaciuti i 193 mila euro l’anno al capo di gabinetto Carla Romana Raineri, che però è un magistrato con 30 anni di servizio.

C’é poi il caso di Andrea Mazzillo, ex mandatario elettorale della candidata Raggi e soprattutto quello di Raffaele Marra, vice capo di gabinetto in passato impegnato con le amministrazioni di Gianni Alemanno in Campidoglio e Renata Polverini alla Regione Lazio. La giunta Raggi ha promesso di spendere meno di 5 milioni di euro complessivamente per gli staff, a fronte dei circa 5,3 milioni impiegati dal passato sindaco Ignazio Marino del Pd.