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Raggi non finanzia Atac ma anticipa soldi al concorrente Tpl

ROMA – Raggi non finanzia Atac ma anticipa soldi al concorrente Tpl. Pressioni sui manager Atac e soldi al suo maggior concorrente, la società Roma Tpl: l’articolo de La Stampa ha suscitato la reazione del responsabile ai Trasporti Linda Meleo perché, date le prime delibere, rintraccia il sospetto di una penalizzazione della municipalizzata a vantaggio dei privati.

“Voglio chiarire che non si vuole creare assolutamente un vantaggio per la Roma Tpl, società che gestisce le linee bus nella periferia della Capitale, a discapito di Atac – ha dichiarato Linda Meleo – Le determinazioni dirigenziali 585 e 579 del 27 luglio di cui si parla su alcuni quotidiani fanno riferimento rispettivamente a un impegno di spesa dell’annualità 2016 per il periodo dal 1 luglio al 31 ottobre 2016, quindi nulla è stato pagato anticipatamente ma semplicemente si dice che queste risorse sono disponibili e saranno versate quando arriveranno le fatture per acconti e saldi, come previsto da contratto, e alla liquidazione dell’acconto dell’80% di maggio e giugno 2016 per il servizio svolto”.

Jacopo Jacoboni su La Stampa, mentre racconta la presa di Atac (dove sette dipendenti su 10 votano Grillo e di uno strapotere sindacale che i dirigenti allontanati da M5S stavano provando a ridimensionare) riferisce di queste famose determinazioni dirigenziali 585 e 579 di fine luglio con una lettura meno edificante. Anche in relazione al grumo di poteri e influenze romane:

Mentre ad Atac vengono ancora negati i 18 milioni promessi, il Comune, con due dei primi (e dei pochi) atti fino a oggi prodotti – le determinazioni dirigenziali n. 585 e 579 del 27 luglio, di cui La Stampa è in pos – ha scelto di anticipare il trimestre del servizio con cui vengono corrisposti a Roma Tpl Scarl 40 milioni più 15: in tutto, 55 milioni. Si tratta di un’irritualità totale: di solito il comune paga mese per mese, dopo che il mese precedente è stato certificato.

Mentre qui addirittura anticipa due mesi ai rivali di Atac, negando contemporaneamente (ad oggi) denari promessi ad Atac. In più sottrae corse (turni) ad Atac, il dieci per cento del totale giornaliero, andando nella direzione opposta a quello che era avvenuto con Tronca. Ma gli asri Linda Meleo e Enrico Stefàno non vogliono che quell’azienda sia in mano a dei grand commis incontrollabili.

Il Comune, dall’aprile scorso, viene pignorato da Menarini (l’azienda che fabbrica autobus) perché Roma Tpl non avrebbe pagato i fornitori (Menarini, appunto) per una cifra di poco superiore ai 18 milioni di euro. Menarini che, in un intreccio delle parti, è difesa da Cesare San Mauro, avvocato di casa al circolo Aniene, cattolico, stimato nel mondo degli studi di Roma nord. (Jacopo Jacoboni, La Stampa)