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Raggi su Raineri chiese un parere urgente. La versione di Cantone

ROMA – Raggi su Raineri chiese un parere urgente. La versione di Cantone. A proposito dell’allontanamento del capo di gabinetto della sindaca Virginia Raggi, Carla Raineri, interviene anche il presidente dell’autorità anti-corruzione (Anac) Raffaele Cantone, trascinato nella vicenda perché sollecitato dalla stessa Raggi con un dossier che, spiegano i bene informati, sarebbe stata preparato dal discusso vice-capo di gabinetto Raffaele Marra. E’ stato strumentalizzato Cantone? Lui si difende e precisa tempi e modi del suo coinvolgimento.

“Questa storia della strumentalizzazione del nostro ruolo la sento ripetere ogni giorno, ma il mio motto è che quando riteniamo di avere competenza per intervenire e ragione nel merito non ci fermiamo, altrimenti si ritorna alla palude e all’immobilismo”, ha dichiarato il presidente dell’Anac, che sul parere dato dall’Authority alla nomina della giudice Carla Raineri a capo di Gabinetto a Roma, spiega di aver ricevuto la richiesta “dalla sindaca Raggi in persona, nel suo ufficio, nel primo pomeriggio del 29 agosto”.

“Alla fine dell’incontro – prosegue Cantone – mi ha detto che per lei la questione era urgente. La richiesta occupava due pagine, più gli allegati. Io ne ho parlato con il professor Merloni, che si occupa di vigilanza anticorruzione, e abbiamo subito verificato che c’erano profili di nostra competenza. In particolare due diversi pareri dell’Avvocatura comunale, difformi nel tempo”.

“Noi non ci siamo pronunciati sulla nomina, bensì sulla procedura. Sulla forma, non sul merito: bastava cambiarla e non c’era bisogno di dimissioni”, chiarisce dunque Cantone. Quindi Cantone fa sapere che il parere sulla nomina e il compenso di Salvatore Romeo “lo esprimeremo oggi, è già iscritto all’ordine del giorno del Consiglio” ma “in questo caso c’è anche da risolvere la questione preliminare sulla nostra competenza a pronunciarsi”.

Sulla nomina degli asri Marcello Minenna, e Paola Muraro, invece, “decideremo domani. La procedura su Minenna non s’è fermata, poiché eventuali irregolarità non sono state sanate dalle dimissioni, mentre sulla Muraro sono stati segnalati problemi di incompatibilità. A prima vista mi pare di poter dire che in nessuno dei due casi ci siano anomalie”.