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Raineri e Minenna si dimettono. Raggi perde i primi pezzi

ROMA – Raineri e Minenna si dimettono. Raggi perde i primi pezzi. Il capo di gabinetto di Roma Capitale, Carla Raineri, e l’assess0re al bilancio Marcello Minenna hanno rassegnato ieri le proprie dimissioni. Pesano la questione degli stipendi, il pressing sulle nomine da parte di base e mini-direttorio sulla Giunta, la volontà dei due interessati di non farsi stritolare nel dibattito M5S.

Raggi: “Stop Anac. Revoca nomina Raineri”. Il sindaco ha fornito stamattina come spiegazione delle dimissioni di Raineri adducendo problemi di correttezza formale nelle nomine. Il parere dell’Anac, l’anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, sarebbe stato stato decisivo.

“Sulla base di due pareri contrastanti, ci siamo rivolti all’ANAC che, esaminate le carte, ha dichiarato che la nomina della dottoressa Carla Romana Raineri a Capo di Gabinetto va rivista in quanto ‘la corretta fonte normativa a cui fare riferimento è l’articolo 90 TUEL’ e ‘l’applicazione, al caso di specie, dell’articolo 110 TUEL è da ritenersi impropria’. Ne prendiamo atto. Conseguentemente, sarà predisposta l’ordinanza di revoca”.

Raineri, il capo-gabinetto da 193mila euro. Il giudice Carla Raineri, scelto direttamente dalla sindaca, era finita nel mirino per il suo maxi-stipendio: 193mila euro. Aveva superato l’esame dell’Avvocatura capitolina, che giudica congrua la retribuzione (considerando che è a fine carriera come magistrato di Corte d’Appello) non evidentemente le pressioni della base e del direttorio.

Non le contestazioni di opposizioni e gli esposti alla Corte dei Conti, dove Raggi e il suo governo avrebbero dovuto eventualmente difendersi dall’accusa di danno erariale. In ogni caso già ieri sera le cose stavano per precipitare. La cronaca di oggi de Il Messaggero in qualche modo anticipa l’esito dello scontro in atto all’interno dei 5 Stelle a Roma.

Sono inciampi che ingolfano l’amministrazione, osservano i più nervosi, mentre altri pazientano e aspettano le mosse di Raggi: «È lei, solo lei, che decide». Il punto di frattura, nel movimento pentastellato, vedrebbe da un lato la sindaca, sostenuta da Luigi Di Maio, pronta a sostituirla, mentre a difesa della Raineri ci sarebbe il fronte di Alessandro Di Battista e Carla Ruocco. […]

È un profilo speculare, in questo senso, all’assess0re Marcello Minenna. Insieme hanno depositato l’esposto sul debito del Comune di Roma. Una coppia affiatata cementata sulla fiducia e la stima reciproche, che se dovesse scindersi renderebbe tutto più difficoltoso. E nel suo estremo pragmatismo si sarebbe anche lasciata sfuggire qualche parola di troppo contro il cosiddetto “raggio magico”, ovvero la schiera di fedelissimi che affianca la prima cittadina.

Un esempio? I rumors parlano della contrarietà di Raineri al mega stipendio di Salvatore Romeo, l’attivista M5s che dovrebbe diventare il capo della segreteria politica di Raggi a 120 mila euro l’anno. Anche l’asre Minenna, chiamato a sforbiciare proprio gli emolumenti, ha fatto notare come la procedura sia quantomeno inconsueta: un dipendente del Comune che guadagna già una cifra non si può mettere in aspettativa per guadagnare il triplo, per svolgere un lavoro che potrebbe essere pagato senza aspettativa e almeno la metà. (Stefania Piras e Fabio Rossi, Il Messaggero)